Il Coordinamento Torino Pride GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali/transgender) nel corso del 2014-15 ha avviato un percorso di confronto con CGIL CISL UIL Torino sui temi dell’identità sessuale, dell’omofobia, della lesbofobia, della transfobia, dei pregiudizi, degli stereotipi e della peculiarità delle discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere.

Dal confronto e dai percorsi formativi di molti anni sulle discriminazioni sono emerse le modalità per saperle riconoscere ed individuare gli strumenti adeguati per difendersi da esse, specialmente nei luoghi di lavoro. Secondo stime prudenti dell’OMS, le persone LGBT sono almeno il 5% della popolazione mondiale: questo significa che più di un milione dei ventitre milioni di persone che lavorano in Italia è omosessuale, bisessuale o transessuale.

Un milione di lavoratori di cui però si sa davvero poco. Il fortissimo stigma sociale legato al diverso orientamento sessuale e all’identità di genere costringe ancora la stragrande maggioranza dei lavoratori LGBT a non palesarsi sui luoghi di lavoro. Vivere una vita “nascosta” sul lavoro è una condizione enormemente stressante e la paura di essere scoperti, discriminati può avere un impatto significativo sulla qualità delle prestazioni lavorative e l’indisponibilità a condividere notizie e informazioni su di sé può essere spesso interpretata come un’incapacità di costruire rapporti e lavorare in team

Come verrà meglio espresso nel vademecum, diversi sono i pregiudizi e le discriminazioni che le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, trans) subiscono nel mondo del lavoro: questo vuole esser dunque uno strumento utile a favorirne il superamento ampliando la conoscenza. Più precisamente, le finalità sono quelle di creare un clima accogliente per le persone LGBT, di migliorare il loro benessere e dunque il clima aziendale; di accrescere la possibilità di conoscere e far rispettare i propri diritti e di migliorare le relazioni tra azienda e lavoratori/lavoratrici LGBT.