Tutte le notizie relative a fatti, eventi e le cose più importanti legate al movimento Lgbtqi torinese e non.

,

Annuncio FLASH MOB, 23 gennaio

Nonostante le sveglie fatte suonare il 23 gennaio in 100 piazze italiane, la politica non si desta e anzi se possibile regala prove di sé, ancora più misere.

Lo spettacolo andato in onda nell’Aula del Senato, la perenne corsa al ribasso sui diritti di tante persone, di tante famiglie, di tanti bambini, sono inaccettabili e vergognosi.

Il tempo è scaduto. Pretendiamo i nostri diritti. Flashmob #temposcaduto. In Piazza Castello, domenica 21 febbraio 2016 dalle 15.00, invitiamo tutti a darci una mano per i diritti.

Portate con voi bandiere, braccialetti, fiocchi, t-shirt o qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Ma siateci! Domenica durante tutto lo svolgimento del flash mob e della nostra permanenza in piazza non verrà riprodotta musica e non ci saranno momenti leggeri perchè il tempo è scaduto e non abbiamo più voglia di scherzare

Comunicato Stampa: coalizione nazionale 5 marzo

Unioni Civili, sabato 5 marzo manifestazione a Roma

 

Il movimento LGBTI invita la società civile, laica e democratica a unirsi in una grande manifestazione a Roma sabato 5 marzo, per ribadire le istanze di uguaglianza oggi messe in gioco con toni inaccettabili nella discussione sulle unioni civili che sta avendo luogo a Palazzo Madama, dove dal 24 febbraio proseguirà il nostro presidio. Pretendiamo che le forze politiche in campo, partiti, senatori, senatrici, che sostengono questa legge, votino la proposta in discussione nella sua interezza.

Rispediamo al mittente qualunque scusa su regolamenti e procedure, perché è evidente che sia possibile un voto trasversale che coinvolga tutte le forze parlamentari in grado di condurre all’approvazione delle unioni civili, consapevoli che sono per noi solo una risposta parziale alle nostre rivendicazioni.

Ribadiamo ogni rifiuto di qualsiasi ipotesi di eliminazione della stepchild adoption e riteniamo disumano che un provvedimento che riguarda la tutela della parte più fragile della società, i bambini e le bambine, possa essere pretestuosamente strumentalizzato per ostacolare una legge attesa da oltre 30 anni da milioni di persone, coppie omosessuali, con e senza figli, coppie eterosessuali conviventi.

Non c’è più tempo: i diritti civili sono diritti umani ed esulano da qualsiasi logica di maggioranza e da qualsiasi sondaggio d’opinione. Sta adesso alle singole forze politiche e ai singoli parlamentari scegliere da che parte della storia schierarsi.

Le associazioni LGBTI

È ora di scendere in piazza

Continueremo a lottare per il matrimonio egualitario ma…

Nel momento in cui il Parlamento Italiano si accinge a discutere una legge sulle unioni civili – il DDL Cirinnà – come in altre città in tutta Italia scendiamo anche noi in piazza per sensibilizzare cittadinanza e istituzioni, per fare insieme un passo verso un’Italia più civile e con meno discriminazioni.

Prendiamo la sveglia dal comodino, stacchiamo l’orologio dal muro, ritiriamo fuori quello da polso, settiamo la sveglia sullo smartphone e portiamo tutto in piazza per un flash mob che sveglierà l’Italia sul tema dei diritti. Faremo suonare nello stesso momento tutto quello che avremo, batteremo il tempo con le mani sulle lancette e alzeremo i nostri cuori egualitari per far capire a chi ci governa che il tempo è davvero scaduto. Perché è davvero ora che in Italia ogni amore venga riconosciuto e che i figli di tutte e tutti siano tutelati. È ora, insomma, di essere civili e di fare un primo passo verso la piena uguaglianza. È ora, ed è già troppo tardi.

SVEGLIATITALIA

Il Coordinamento Torino Pride GLBT vi aspetta in Piazza Carignano dalle 15:30 con la forza, l’allegria, le sveglie, la voce, gli occhi, il cuore e il costante impegno nella battaglia dei diritti civili.

SIATECI! E FATEVI SENTIRE INSIEME A NOI! FACCIAMO RISUONARE I NOSTRI DIRITTI.

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese. La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.”Coordinamento Torino Pride GLBT

Via Bernardino Lanino 3
10152 Torino

mail: info@torinopride.it
web: www.torinopride.it

Presidio di protesta contro l’omofobia parlamentare

In occasione del voto alla Camera sulla legge contro l’omofobia, previsto per MARTEDI’ 19 LUGLIO DALLE ORE 15, il Coordinamento Torino Pride insieme a tutto il movimento lgbt si mobilita in sostegno di questa battaglia di civiltà e contro l’atteggiamento arretrato e opportunista di quei parlamentari italiani che ancora una volta vogliono dichiarare incostituzionale una legge contro l’omofobia e la transfobia, presente oggi in buona parte dei paesi democratici e civili. La volontà determinata di questi politici è non consentire che i diritti delle persone omosessuali e trans abbiano alcun riconoscimento, seppur minimo, in Italia.

Ci troveremo

MARTEDI’ 19 LUGLIO ALLE ORE 19 DAVANTI ALLA PREFETTURA

e come sempre il Coordinamento Torino Pride invita tutte le associazioni, i sindacati, le cittadine e i cittadini a unirsi in questa battaglia. Daremo voce a tutte le cittadine e tutti i cittadini che intendono parlare in difesa della libertà, della laicità e dei diritti.

“Mongoloide e ricchione”: aggredito giovane gay a Milano

Andrea Liggieri, dirigente del Pd pugliese, vittima di omofobia in un bar milanese.

“Mongoloide e ricchione”. Poi un pugno alle spalle e la caduta a terra. È successo ieri nel tardo pomeriggio in un bar di Milano, in piazzale Bacone. A denunciare l’accaduto è Andrea Leggieri, dirigente e responsabile dei Diritti Civili del Pd di Taranto, in trasferta a Milano.
“Ero in un bar di piazzale Bacone a Milano a prendere un caffè- ha raccontato Leggieri all’Ansa – quando ho chiesto di utilizzare il bagno e il proprietario mi ha pesantemente insultato perchè sono gay e un cliente mi ha tirato un pugno alle spalle spingendomi e facendomi cadere per terra. Il fatto è avvenuto alle 19”.
“Mi hanno chiamato mongoloide e ricchione, le classiche offese che devi sentire tutti i giorni – continua il racconto di Leggieri -. Io ho detto che non stavano offendendo, me ma una moltitudine di persone. Più che il male fisico mi fa male quello che è successo. Altri facevano da schermo a gente che voleva venire in mio soccorso. Poi sono intervenuti i poliziotti e il 118. Denuncerò per diffamazione il proprietario del locale, perché dice di non conoscere il cliente che mi ha aggredito, ma io so che lo conosce”.

“Questa persona – conclude – mi ha aggredito mentre sentiva il titolare dell’esercizio commerciale che diceva che ero un gay e mi offendeva. L’aggressione è a una comunità di individui che cercano di essere semplicemente quello che sono, di amare al di là dei vincoli e delle regole”.
Leggieri ha pubblicato sul suo profilo Facebook il referto medico che certifica le lesioni riportate e ha commentato: “Essere aggredito per le mie convinzioni il mio essere non basta. Continuo la mia lotta per la parità dei diritti. Contro ogni azione omofobica”.
Un’altra aggressione si è consumata nella notte tra sabato e domenica a Rome, dove due ragazzi di ritorno dal Pride sono stati picchiati da quattro persone in zona Torpignattara.

Ancora violenza omofoba: turista aggredito a Catania

L’omofobia non ha latitudine: dopo Roma e Milano ora anche a Catania. Vittima un olandese.

Terza aggressione omofoba nel giro di pochissimi giorni. Prima Roma (a poche ore dalla fine del Pride), poi Milano e ora Catania. A finire nel mirino di un branco di omofobi, questa volta, è stato un turista olandese quarantunenne che passeggiava sul lungomare di Ognina, nel capoluogo etneo, appunto. Secondo quanto riporta il quotidiano catanese La Sicilia, l’aggressione è avvenuta sabato, ma la notizia si è appresa solo ora.
L’uomo passeggiava tranquillamente quando un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 25 anni, a bordo di alcuni scooter, lo ha circondato iniziando ad insultarlo per quello che avevano intuito essere il suo orientamento sessuale. Ad un certo punto, uno degli aggressori è sceso dallo scooter ed ha iniziato a spintonare l’uomo, gettandolo a terra.
Il turista, che fortunatamente non ha riportato gravi lesioni, ha sporto denuncia ai carabinieri, che ora indagano sull’accaduto, ma per lui la vacanza è finita anzitempo.

Ha deciso, infatti, di lasciare l’hotel di Catania dove era alloggiato e aspettare il giorno della partenza in una struttura della provincia etnea. Stando a quanto riferito dal gestore dell’hotel a La Sicilia, l’uomo è sotto shock e si rifiuta di lasciare la sua camera d’albergo se non per periodi brevissimi. A niente valgono i tentativi degli amici di coinvolgerlo in attività all’aria aperta. L’uomo sarebbe anche stato visitato da un medico che lo ha sottoposto a terapia antidepressiva.
Come detto, quello di Catania è il terzo episodio di violenza a sfondo omofobico che si registra nel giro di meno di 24 ore o, almeno, il terzo di cui si ha notizia. Violenza che, in Italia, non conosce latitudini e si manifesta indistintamente da nord a sud e proprio nella stagione dei pride che chiedono a gran voce, tra l’altro, una buona legge contro l’omofobia e la transfobia.

Quarta aggressione omofoba in due giorni: ancora Milano

La vittima è uno studente universitario, aggredito davanti all’ateneo da tre neofascisti.

Non si ferma l’ondata di violenza omofoba che negli ultimi giorni sta vivendo un momento di particolare recrudescenza. L’ultimo episodio, è avvenuto a Milano, lunedì sera, davanti all’Università in via Festa del Perdono. Uno studente, che si occupa di tematiche legate all’orientamento sessuale e alle discriminazioni all’interno della Rete della Conoscenza, è stato aggredito da tre persone che, secondo il racconto, sarebbero vicine ad aree di estrema destra.
A denunciare il fatto è la stessa Rete della Conoscenza (una realtà che racchiude alcune associazioni studentesche) che sulla propria pagina Facebook racconta l’accaduto.

“Gli insulti riguardavano la sua appartenenza politica e la sua militanza sulle tematiche LGBT – spiegano gli studenti -. Offese come “comunista rottoinculo, ti piace fare il frocio alternativo, ti diverti a scrivere cazzate sulla gente perbene che manifesta per la libertà di espressione (Le Sentinelle in Piedi, ndr), mica tutti sono pervertiti come te, ora vediamo se ti piace tanto l’antifascismo da tastiera” non possono e non devono essere minimamente tollerate, e chi le compie non può avere nessuna legittimità di azione nella nostra città”.

Nonostante l’aggressione, che pare essere stata anche sul versante fisico, oltre che su quello verbale, il ragazzo sta bene ed ha sporto denuncia.
“È evidente che si tratta di un’aggressione a sfondo omofobo e ci chiediamo fino a quando le istituzioni e la società civile hanno intenzione di ignorare la gravità del fenomeno e pensare che non sia legato a disinformazione e retaggi culturali medievali – scrivono ancora i ragazzi della Rete della Conoscenza -. È inammissibile che siano le stesse Università a concedere i propri spazi a gruppi che anche solo nel linguaggio fanno proprie le sopracitate ideologie discriminatorie”.
“Inoltre non possiamo accettare che chi si espone politicamente – concludono -, nel rispetto dei veri valori democratici, debba rischiare di subire tali violenze. È giunto il momento di capire che non prendere posizione sui fenomeni fascisti e discriminatori significa semplicemente legittimarli e rendersene complici”.

Questa è la quarta aggressione che viene denunciata da sabato scorso. Prima di questa, abbiamo dovuto dare conto di quella di Roma, ai danni di due ragazzi di ritorno dal pride, della prima di Milano, in un bar contro un dirigente del PD tarantino, e quella di Catania, contro un turista olandese che per lo shock si è rinchiuso in un hotel della provincia da cui non intende uscire fino al giorno della partenza.
L’Italia è uno dei pochi paesi occidentali che non ha una legislazione contro l’omofobia né contro i cosiddetti “hate speech” ovvero i discorsi che promuovono l’odio. Il disegno di legge Scalfarotto, per la verità fortemente criticato sia dalla comunità lgbt che dai detrattori dei diritti civili, giace alla commissione Giustizia del Senato ormai da quasi due anni.

Due giovani gay aggrediti a Roma dopo il Pride

Tornavano a casa dopo la parata quando in quattro li hanno presi a calci e pugni.

A poche ore dalla fine del Pride che Roma ha celebrato l’uguaglianza, i diritti delle persone lgbt ed è stata invasa da una festa fatta di circa 500 mila persone, per le strade della Capitale si è consumata l’ennesima aggressione a sfondo omofobico.
Due ragazzi, che stavano rientrando proprio dal corteo, sono stati violentemente picchiati da un gruppo di quattro persone. L’aggressione si è consumata a Torpignattara, dove i due ragazzi camminavano a piedi per andare verso casa, indossando le magliette ufficiali della manifestazione. Improvvisamente, quattro persone sono uscite da un locale e uno di loro ha iniziato a rivolgere ai due frasi offensive. “Guarda che belle tette”, ha esclamato uno dei clienti del locale contro uno dei due ragazzi che, all’inizio, hanno deciso di ignorare le frasi e di proseguire per la loro strada. Ma i quattro li hanno inseguiti, fino a raggiungerli. Ed è stato a quel punto che uno dei quattro ha spintonato i due che ha cercato di difendersi rispondendo allo spintone.

All’aggressione si aggiungono anche altri due del gruppo e anche l’altro ragazzo omosessuale tenta di difendere l’amico, prendendosi dei pugni in faccia. Circondato dai suoi aggressori, il primo dei due ragazzi cade a terra. Il quarto del gruppo dei clienti del locale, che fino a quel punto sembrava non volersi fare coinvolgere, a quel punto, sferra un calcio in faccia al giovane a terra.
Provvidenziale è stato l’intervento di alcuni abitanti del quartiere che accortisi di quanto stava succedendo, hanno chiamato l’ambulanza, mettendo in fuga gli aggressori.
I due ragazzi sono stati curati al pronto soccorso per i colpi ricevuti e dimessi poche ore dopo. Nelle prossime ore, formalizzeranno la denuncia nei confronti dei loro aggressori che si pensa possano essere stati ripresi da alcune telecamere di videosorveglianza.

“Assurdo che una grande giornata di diritti e liberazione come quella del Pride che ha mostrato il volto più bello di Roma sia sporcata da un gesto vigliacco di violenza gratuita e odiosa – commenta il presidente del Circolo Mario Mieli di Roma, Andrea Maccarrone, che ha denunciato l’accaduto -. Un chiaro segnale di quanto lavoro ci sia ancora da fare per sconfiggere odio e pregiudizi”. “Questi violenti devono sapere che non ci fanno paura – continua Maccarrone -, che i loro atti codardi, nella notte, non ci faranno arretrare di un passo nella nostra visibilità e nella nostra battaglia per la libertà e i pari diritti. Semmai, questo bruttissimo episodio ci dà ancora più energia e ancora più motivazione nel proseguire su questa strada”.

,

Biblioteca Vivente in via Roma

Il Coordinamento Torino Pride, in collaborazione con Giosef Unito e l’associazione Trepuntozero, organizza per la giornata di sabato 23 maggio una Biblioteca Vivente in via Roma 120 (nel tratto pedonale tra piazza Castello e piazza San Carlo) alle 16.00.

La Biblioteca Vivente è un’iniziativa che nasce per far riflettere sul peso che i pregiudizi e le discriminazioni hanno nella vita di ognuno, su come le tante caratteristiche di una persona vengano troppo spesso ridotte a una sola attraverso un’etichetta o un titolo.

,

Anche Torino nel tour della memoria

Proiezione Il Rosa Nudo

di

Giovanni Coda

 Lunedì 26 Gennaio – Ore 21.00

Cecchi Point – Via Antonio Cecchi 17/21

Serata organizzata da Coordinamento Torino Pride e Torino Gay & Lesbian film Festival

in collaborazione con:

Videocommunity

Associazione Museo Nazionale del Cinema

Cecchi Point – Hub Multiculturale

Lunedì 26 gennaio alle 21.00 presso il Cecchi Pointi (via A. Cecchi 21 – Torino), per celebrare la Giornata della Memoria del giorno seguente, il Coordinamento Torino Pride  e il  Torino Gay & Lesbian film Festival organizzano la proiezione de Il Rosa Nudo, film presentato in anteprima mondiale al TGLFF 2013 e reduce dalle vittorie  di Melbourne, Columbus e Jakarta. Il film, che ha recentemente vinto il premio come miglior film al Festival di Napoli Omovies, si ispira  alla figura del deportato francese Pierre Seel vittima dell’omocausto e rappresenta un grande esempio di celebrazione della memoria di uno dei tanti eroi dimenticati del secolo scorso che, sacrificando la propria libertà e talvolta a prezzo della propria vita, hanno permesso di proseguire la battaglia per i diritti civili.

Il Rosa Nudo è un lavoro di cinematografia sperimentale ispirato all’autobiografia di Pierre Seel scritta in collaborazione con Jean Le Bitoux, a sua volta uno dei più importanti attivisti per i diritti GLBT in Francia e in Europa. Questo toccante testo letterario non è stato mai tradotto in italiano. Parlare della vicenda traumatica di Seel, significa rimarcare gli orrori compiuti dai nazifascisti anche nei confronti di chi era schedato come omosessuale. Il Rosa Nudo si concentra soprattutto su un episodio doloroso e terribile che segnerà per tutta la vita l’emotività di Seel che, all’epoca dell’internamento, aveva solo diciassette anni. Deportato nel campo di Schimerck, assisterà all’atroce morte del suo compagno.