LETTERA APERTA a Chiara Appendino sulle carte d’identità dei minori

Il Torino Pride chiede alla sindaca Chiara Appendino  cosa pensa del decreto che impone che, sulle carte d’identità dei minori, venga ripristinata la dicitura madre e padre sostituendo la più inclusiva “genitori”

 

Apprendiamo oggi con sconcerto e incredulità della pubblicazione nella gazzetta ufficiale del decreto a firma dei Ministri dell’Interno, della Pubblica Amministrazione e dell’Economia che impone che, sulle carte d’identità dei minori, venga ripristinata la dicitura madre e padre sostituendo la più inclusiva “genitori”.

Con una semplice mossa il governo sancisce che le figlie e i figli delle famiglie arcobaleno siano orfan* di un genitore. In barba all’art. 3 della nostra costituzione il Ministro dell’interno continua a seminare odio e a discriminare attraverso decreti e leggi di sapore punitivo. Non potendo impedire alle famiglie  formate da coppie samesex di avere figli, colpisce direttamente i bambini che dice di voler proteggere, privandoli del riconoscimento della loro famiglia e delle figure genitoriali. Il ministro dell’interno ha deciso di diventare il braccio armato di quella minoranza oltranzista e violenta che a Verona ha imposto tematiche repressive finalizzate a togliere e limitare i diritti delle donne, delle persone omosessuali negando, di fatto, i diritti ai più indifesi: bambini.

Sappia il ministro che NOI non arretreremo di un passo e che NOI siamo pronti ad affrontare la cosa in tribunale. Non ci riporteranno nel medioevo in cui si sono arroccati fingendo di non vedere come è oggi la società. Non basta dire “le famiglie arcobaleno non esistono” per farle scomparire, esistono, sono tante e parte della società che un governo democratico dovrebbe tutelare in modo equo.( ben inserire nel tessuto sociale.)

Il ministro Fontana ha abolito il sostegno per le baby sitter e per le donne che intendono tornare a lavorare dopo il parto così come ha eliminato i sostegni all’asilo nido: questo é il vero volto del governo.

Torino, grazie alla sindaca Chiara Appendino e al Torino Pride, é stata tra le prime città a permettere la trascrizione dei figli nati all’interno di coppie samesex e questo ha portato molte famiglie a richiedere il doppio cognome, ad ottenerlo e quindi ad aggiornare sui documenti e sulla carta d’identità dei propri figli la condizione reale del minore. Chiediamo alla sindaca, che appartiene al maggior partito d’Italia e parte maggioritaria del governo, cosa pensa di questo decreto.

Le nuove carte d’identità che portano entrambi i genitori dei nostri figli, sono da ritenere carta nulle? Vorremmo da lei un segnale preciso ed una netta presa di posizione, come fece in passato, contro questo ennesimo atto odioso e di violenta discriminazione nei confronti dei nostri figli, di restare coerente alle decisioni prese in passato e di non rendersi partecipe alla rovina delle famiglie che lei stessa ha aiutato. Nel frattempo vorremmo dire al ministro Matteo Salvini che l’Italia ha molti problemi di cui dovrebbe occuparsi il suo ministero, perché non troppo a lungo potrà nascondere sotto al tappeto che il nostro Paese continua a vivere una tragica crisi economica, che la povertà aumenta e la disoccupazione é alle stelle, che l’odio che semina comincia a dare i suoi frutti cattivi, ma non è complicando la vita delle famiglie arcobaleno che si renderà paladino della nazione. Si occupi di fare ciò che è giusto e tenga le mani giù dai nostri bambini.

Coordinamento Torino Pride GLBT www.torinopride.it

 

Ufficio Stampa: con.testi + 39 011 5096036 +39 347 7726482 ufficiostampa@torinopride.it

Insieme al World Pride di New York

COMUNICATO STAMPA

PRIDE, OLTRE 50 ASSOCIAZIONI LGBT ITALIANE INSIEME A NEW YORK VERSO IL WORLD PRIDE A ROMA DEL 2025.

Il 28 giugno del 1969 il mondo è cambiato definitivamente.

Quella notte un gruppo di persone, le più emarginate e discriminate, hanno deciso di non voler più assistere in silenzio ai soprusi odiosi della autorità.

Quella notte Sylvia Rivera e Marsh P. Johnson, tra le altre, hanno scagliato il loro tacco vertiginoso contro la polizia entrata per l’ennesima retata contro un bar, lo Stonewall Inn, notoriamente frequentato da “depravati” e “invertiti”. Quel tacco riuscì a infrangere il muro dell’odio ed entrò nella storia.

Quel tacco, infatti, diede vita ai cosiddetti “Moti di Stonewall”, una protesta, un’insurrezione che diede sfogo alla rabbia e alla frustrazione della comunità LGBT+ (come la chiameremmo oggi) statunitense, stufa dei soprusi e delle violenze subite ma stufa allo stesso modo del silenzio e dell’omertà della società in generale che aveva scelto di ignorarla, anche quando chiedeva disperatamente aiuto.
Quella rivolta ha cambiato la storia del mondo.

Dall’anno successivo la comunità LGBT+ statunitense prima, e mondiale subito dopo, ha cominciato a celebrare i Moti di Stonewall ogni anno, nel mese di giugno. Così sono nati i Pride.

Questa ricorrenza rappresenta un momento di eccezionale importanza per la comunità LGBT+ mondiale. Nel 2019 si celebreranno i 50 anni dai Moti di Stonewall e, per festeggiarli, verrà organizzato un World Pride proprio nella città dove tutto ha avuto inizio: New York.
Il 2019 sarà una data importante anche per noi in Italia.

Nel 1979, infatti, si tenne a Pisa il primo Corteo del Movimento Omosessuale Italiano e quest’anno ne ricorre il 40esimo anniversario

Nel 1994, poi, a 25 anni dalla rivolta che ha cambiato la nostra storia, a Roma si è tenuto il primo Pride unitario. Migliaia di persone si sono riversate per le strade della Capitale dando inizio a una manifestazione che, nel corso degli anni, si è affermata come il più grande evento di piazza LGBT+ italiano e uno dei maggiori del Paese.

Nel corso di questi 25 anni Roma ha ospitato il primo World Pride della storia, nel 2000. Ideato, organizzato e fortemente voluto contro tutto e tutti dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che ha candidato la Capitale per ospitare di nuovo, dopo 25 anni, il World Pride del 2025.

Per tutte queste ragioni, il 28 giugno del 2019 noi saremo a New York come delegazione italiana LGBT+ e invitiamo tutte le organizzazioni e tutte le persone che condividono i nostri valori di uguaglianza, laicità e autodeterminazione per tutte e tutti a unirsi a noi e sfilare al nostro fianco là dove tutto ha avuto inizio.

Sarà l’occasione per compiere il primo passo, uniti, a sostegno della candidatura di Roma per il World Pride del 2025.

Sarà l’occasione per celebrare i traguardi di questi 50 anni, ma anche per ricordare quanto ancora c’è da lottare in tutto il mondo.

Sarà l’occasione per ricordare le pioniere del nostro movimento e dir loro grazie per quel tacco, quella sfida all’ordine costituito che ci ha rese tutte più libere.

Buon Pride a tutte e tutti, ci vediamo a New York!

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Agedo Nazionale, ALFI Nazionale, Arc Cagliari
Arcigay Napoli, Arcigay Catania, Arcigay “Makwan” Messina, Arcigay Palermo
Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia Arcigay Arcobaleno degli Iblei Arcigay Gioconda
Arcigay Siracusa, Arcigay Tralaltro Padova, ARCO,Frame Aps Bologna, Libellula, Associazione TGenus, Azione Gay e Lesbica Firenze, Beyond Differences ONLUS, Cassero LGBTI center, Certi Diritti,
Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo, RED // Bologna
COLT – Coordinamento Lazio Trans, Bologna Pride, Liguria Pride
Palermo pride, Coordinamento Torino Pride GLBT, Cromatica LGBT, Dì Gay Project, EDGE Excellence&Diversity GLBT Exec, Associazione Famiglie Arcobaleno, GAYCS, Gaynet Italia, Globe – MAE, Gruppo Trans
IKen Associazione di Promozione Sociale, I Mondi Diversi, IREOS comunità queer autogestita, I sentinelli di Milano, La Fenice Gay , Lesbiche Bologna, MIT – Movimento Identità Trans, Movimento Omosessuale Sardo, NovarArcobaleno, Associazione nazionale Psicologi per il benessere lgbtiq – N U D I, Omphalos LGBTI, Pinkriot Arcigay Pisa, Pochos Napoli ASD, Polis Aperta, Politropia Arcigay,Pride Vesuvio Rainbow, Rete Genitori Rainbow, Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford, Roma EuroGames 2019, Stonewall GLBT Siracusa, Toscana Pride, Vicenza Pride

Aggressione omofoba a Torino

Gravissimo episodio di aggressione omofoba a Torino

L’ennesima brutale aggressione ai danni di Leonardo Ranieri, cittadino gay a Torino, fatto reso ancora più grave e odioso dalla partecipazione quasi di un intero condominio, assume i contorni di un autentico linciaggio e di un pessimo inizio d’anno per la città. La gravità di questo episodio purtroppo non ci stupisce: s’inserisce perfettamente nel clima di violenza non solo accettato ma nutrito in modo intenzionale e colpevole dall’attualità politica, da decisioni deliranti che vanno sia nel senso della sottrazione di ogni qual forma di tutela nei confronti delle persone migranti o rifugiate, sia in quello della contrazione dei diritti civili nei confronti delle donne o delle persone omosessuali. Non è incredibile, in un generale quadro di disagio sociale e culturale, che le persone aizzate da contenuti d’odio, finiscano per prendersela con le persone più deboli, sentendosi giustificate a farlo da comportamenti irresponsabili quando non apertamente omofobi di alcuni rappresentanti delle istituzioni, a partire dall’Esecutivo. Leonardo vive in un appartamento ATC da nove anni. Con regolare contratto. I rapporti con il vicinato non sono mai stati semplici ma il due gennaio scorso sono arrivati a un punto di non ritorno. È folle, ingiustificabile e gravissimo essere aggrediti in casa propria, non è concepibile che varie persone del condominio tra cui ragazzi e madri di famiglia arrivino a gridare a Leonardo “ricchione di merda scendi che ti ammazziamo, le persone come te vanno bruciate”. Leonardo è cardiopatico ed è facile immaginare come stia vivendo questa situazione. Afferma Giziana Vetrano, coordinatrice del Torino Pride: “ho potuto parlare a lungo con Leonardo, che ho trovato davvero molto provato sia fisicamente sia moralmente. Il Torino Pride è ovviamente al suo fianco e si è già attivato per fornire tutta la possibile assistenza. Vorrei intanto ringraziare, anche a nome dell’interessato, il personale medico e infermieristico del 118 e del pronto soccorso – a cui Leonardo si è rivolto – per la professionalità e sensibilità con cui hanno trattato il caso e il presidente ATC Marcello Mazzù che, grazie all’interessamento del consigliere del Torino Pride Alessandro Battaglia, ha subito dato la propria disponibilità a collaborare per affrontare e risolvere un problema che da subito si configura come emergenza sociale complessa”. “Ora – prosegue Vetrano – aspettiamo un segno importante da parte della politica. Chiediamo che alla prevedibile indignazione seguano fatti concreti, prese di posizione magari anche scomode, affinché nessuno si senta più in diritto di insultare e picchiare chicchessia per il proprio orientamento sessuale, la propria identità. Nessuno deve rimanere impunito di fronte ad atti così violenti che a ben vedere minano la tranquillità e la civile convivenza di tutte tutti, non solo delle persone omosessuali”.

Il Torino Pride ringrazia Gaynews e Francesco Lepore per la professionalità nella gestione dell’informazione e per il subitaneo coinvolgimento nell’interesse di Leonardo.

I tavoli servono se seguono i fatti

Martedì 13 novembre si è svolta la prima riunione del tavolo permanente di confronto fra le associazioni lgbt+ e il governo, presieduto dal sottosegretario Vincenzo Spadafora.

Sicuramente è positiva l’intenzione annunciata di avviare politiche di contrasto alla discriminazione per orientamento sessuale o identità di genere a partire dai luoghi di lavoro.

È opportuno, tuttavia, ricordare al governo che tutte le discriminazioni prosperano se politica e istituzioni danno spazio e sponde.

Il clima ostile nei confronti delle persone Lgbt+, va di pari passo con gli attacchi alle libertà della donna, come dimostra il disegno di legge Pillon sull’affido dei bambini in caso di divorzio, e ai diritti dei migranti, come dimostra il varo del decreto sicurezza e il vergognoso sgombero del centro Baobab a Roma avvenuto proprio qualche ora prima che il governo si sedesse al tavolo con le associazioni.

Le contraddizioni sono diventate ancor più evidenti il giorno dopo, quando la stessa maggioranza che sostiene il governo ha votato alla presidenza della commissione diritti umani al Senato Stefania Pucciarelli, che invoca ruspe contro i migranti e si dice favorevole alla “famiglia naturale e tradizionale”, quella composta da un uomo e una donna, l’unica possibile secondo lei. Il senatore Simone Pillon, vicino al movimento pro-vita e antigender, è stato invece nominato vicepresidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, da dove potrà continuare a insultare le famiglie arcobaleno e a ignorare il bullismo omofobico nelle scuole come ha sempre fatto, in questo non diverso dal ministro per la famiglia Lorenzo Fontana.

Come movimento LGBT+ italiano siamo impegnati a difendere i diritti delle minoranze e siamo a fianco di chi si batte per un Paese laico, multietnico, femminista.

Se questo tavolo può influire nei fatti alle posizioni di governo e maggioranza su questi temi ben venga, se deve essere un paravento a nascondere la deriva autoritaria in atto meglio sospendere il confronto. Perché il confronto, quando è possibile, va avviato su basi completamente diverse.

Il Governo è disposto ad avviare l’iter legislativo per l’istituzione di una autorità indipendente per la tutela e la promozione dei diritti umani (come da impegni Onu)?
È disposto a prendere le distanze pubblicamente dal World Congress of Families di Verona (sul cui sito sono già presenti come oratori Salvini e Fontana in qualità di ministri della Repubblica)?
Verrà ritirato il DDL Pillon?
Verrà revocato il DL sicurezza?
Come intende realmente muoversi il governo rispetto al contrasto del bullismo omofobico nelle scuole e all’educazione alla parità di genere?
La posizione del ministro Fontana sulle famiglie arcobaleno che non esistono è quella di tutto il governo?
Possiamo pensare a politiche di sostegno alla natalità che passino attraverso l’aiuto alle donne che lavorano e il ripristino del congedo di paternità invece che sul dono di terre da coltivare?

Non sono semplici domande provocatorie ma domande di senso: varare qualche campagna pubblicitaria per condannare la violenza quotidiana contro le persone Lgbt+ continuando, allo stesso tempo, ad alimentare con scelte istituzionali ed atti normativi le pulsioni omotransfobiche del Paese, insieme a quelle misogine e razziste, è un controsenso nella migliore delle ipotesi, nella peggiore un lavarsi la coscienza a poco prezzo. Operazione a cui noi non ci prestiamo. Ben vengano i tavoli, ma solo quando a questi seguono i fatti.

ALFI – Associazione Lesbica Femminista Italiana
ARC onlus
Arcigay Palermo
Arcigay Rainbow Valsesia-Vercelli
Arcigay Salerno “Marcella Di Folco”
Arcigay Siracusa
Associazione Quore
Associazione Radicale Certi Diritti
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Coordinamento Liguria Rainbow
Coordinamento Torino Pride
Di’ Gay Project – DGP
Edge – Excellence and Diversity by Glbt Executives
Famiglie Arcobaleno
Iglbc Italian GLBT business Chamber
Omphalos LGBTI
Palermo Pride
P.o.st – pensare oltre gli stereotipi
Rete Genitori Rainbow
Stonewall GLBT Siracusa

Quarta udienza contro De Mari

Stamane è avvenuta la quarta udienza del processo avviato dal Coordinamento Torino Pride contro la dottoressa Silvana De Mari accusata di diffamazione continuata e aggravata a mezzo stampa contro le persone Lgbti. La stessa oggi ha prodotto quattro memorie di diverse centinaia di pagine che hanno portato la giudice a aggiornare l’udienza ad altra data.

Alessandro Battaglia, che è stato ascoltato in aula, ha poi dichiarato: «Ciò che abbiamo ascoltato stamane non è molto diverso da ciò che abbiamo già letto e denunciato. Quello di cui ci si dimentica è che le parole molto spesso sono pietre e le pietre fanno male a tutta la comunità Lgbtqi.

Siamo chiaramente pronti a qualsiasi conclusione della vicenda ma crediamo che, oltre agli insulti e alle ingiurie che ci sono state rivolte e che continuiamo a contestare con forza, il nostro pensiero debba andare ai ragazzi e alle ragazze più giovani e con meno strumenti di difesa di quelli che abbiamo noi e che vivono condizioni difficili di accettazione.

Chiaro è che loro e i loro genitori sentendo affermazioni così umilianti non potranno essere aiutati nel superare le difficoltà connesse all’accettazione.

Stupisce infine che, secondo Silvana De Mari, la pedofilia sia un orientamento sessuale ed, essendo presenti in tutti gli statuti delle associazioni italiane Lgbti la difesa e la tutela contro le discriminazioni per orientamento sessuale, les stese non facciano altro che diffondere il messaggio che la pedofilia – e di conseguenza l’abuso su minori – siano pratiche lecite che tutti e tutte noi tuteliamo».

La giudice monacratica ha fissato la prossima udienza al 13 dicembre, data in cui, verosimilmente, si concluderà il dibattimento con la sentenza.

Prove tecniche di coalizione LGBTQI

Dopo il comunicato congiunto a firma delle principali associazioni LGBTQI si è svolto, su richiesta dell’Onorevole Rossella Muroni, un incontro tra i rappresentanti delle associazioni stesse e i parlamentari di LeU e Possibile.

L’incontro è stato certamente un buon inizio di dialogo e ha generato riflessioni interessanti. Abbiamo insieme convenuto la necessità di costituire un intergruppo parlamentare che faccia proprie le istanze legate ai diritti civili della comunità LGBTQI con un’impronta sempre intersezionale con i temi delle donne, dei migranti e delle minoranze. Il senso di questo intergruppo sarà anche quello di verificare quanti parlamentari – sollecitati territorialmente anche dalle associazioni LGBTQI – siano sensibili a questi temi.

Abbiamo, inoltre, ribadito la necessità che le forze politiche presentino proposte di legge che possano arrivare alla discussione nelle varie commissioni parlamentari e in aula. Questo al fine di generare un virtuoso dibattito non solo nelle sedi parlamentari ma anche nel Paese.

Ci siamo anche interrogate/i sulla situazione attuale e su ciò che sta avvenendo in alcune città e regioni immaginando a breve di organizzare tutte e tutti insieme una possibile manifestazione.

Il giorno seguente abbiamo appreso dai media dell’invio di una lettera da parte degli onorevoli Scalfarotto e Cirinnà con l’invito a partecipare alla nascita di un intergruppo parlamentare identico a quello di cui si è accennato precedentemente.

Questo ci da chiaramente l’idea di essere sulla strada giusta e ci obbliga anche a sottolineare che uniti si possono ottenere risultati che altrimenti sarebbero di maggiore complicazione.

In questo momento, storico e politico, unire le forze non è questione di scelta ma cosa necessaria.

Nel rispetto di tutte le prerogative parlamentari degli onorevoli Scalafarotto e Cirinnà, crediamo che la loro iniziativa possa essere sicuramente più incisiva se fin dalla sua genesi venga portata avanti da parlamentari appartenenti al numero più ampio possibile di forze politiche presenti in Parlamento, per aumentare le potenzialità che l’intergruppo potrebbe esprimere sotto ogni aspetto.

Ricordiamo a tutti e tutte le parlamentari italiane che noi siamo disponibili in qualsiasi momento ad un incontro per costruire insieme percorsi condivisi e che è interesse di tutte e tutti difendere la libertà e i diritti civili ottenuti e lavorare verso la piena eguaglianza.

Invitiamo anche le forze liberali di questo Paese a scendere in campo al nostro fianco e al fianco di coloro che ancora oggi sono ai margini e che non hanno voce.

  • Agedo
  • ALFI Nazionale – Associazione Lesbica Femminista Italiana
  • ARC onlus
  • Arcigay
  • Arcigay Napoli
  • ARCO Associazione Ricreativa Circoli Omosessuali
  • Associazione Radicali Certi Diritti
  • Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
  • Coordinamento Palermo Pride
  • Coordinamento Torino Pride
  • Di’ Gay Project DGP
  • EDGE – Excellence & Diversity by GLBT Executives
  • Famiglie Arcobaleno
  • Gaycs
  • Gaynet
  • i Ken
  • MIT
  • M.O.S. – Movimento Omosessuale Sardo
  • Omphalos LGBTI
  • Rete Genitori Rainbow
  • Rete Lenford – Avvocatura per i Diritti LGBTI
  • Stonewall GLBT Siracusa

Manifestazione LOVE IS RIGHT

Per viaggio andata e ritorno in bus, contributo 20 euro compila il modulo di prenotazione a questa pagina.

Il vuoto politico, legislativo e culturale che attraversa il tessuto della società italiana è stato reso ancora più evidente dalla approvazione da parte della Camera dei Deputati di una legge farsa ispirata da ipocrisia e opportunismo.

L’introduzione dell’emendamento e del subemendamento Verini e Gitti, rende incoerente e inattuabile la legge Mancino, fondamentale strumento di contrasto a tutte le discriminazioni, indebolendo la tutela penale necessaria per tutte le minoranze previste nel provvedimento. In questo modo fallisce l’obiettivo stesso della legge, quello di indicare istituzionalmente che l’aggressione e la discriminazione non possono essere legittimate in nessun modo e in nessun contesto.
Per le persone lesbiche, gay e transessuali, e per coloro che vogliono uscire dal medioevo culturale di questo Paese, l’unica strada è portare avanti con coerenza e dignità un progetto che chiede uguaglianza di diritti, riconoscimento giuridico e sociale delle relazioni, la salvaguardia dell’integrità individuale, di coppia e collettiva. Il tempo dei diritti è questo e nessun compromesso e dilazione sono accettabili.
Scenderemo nelle piazze delle città d’Italia per rivendicare un sistema di leggi che garantiscano le libertà, l’autodeterminazione, i diritti civili!

  • Vogliamo una reale estensione della legge Mancino che contrasti la discriminazione omofobica SENZA SCONTI PER NESSUNO!
  • Il matrimonio egualitario per le persone omosessuali
  • Altri istituti che tutelino le coppie di fatto lesbiche, gay ed etero
  • Riconoscimento e tutela della genitorialità omosessuale
  • Il cambio dei dati anagrafici senza l’obbligo di interventi di riattribuzione dei genitali per le persone transessuali
  • La riscrittura della legge 40

Maggiori informazioni al sito LOVE IS RIGHT. Per sostenere la manifestazione clicca qui.

Iniziative TDOR 2013

In occasione della giornata mondiale in ricordo delle vittime della transfobia: www.transgenderdor.org/

martedì 19 novembre 2013 ore 20,30 

Proiezione del film: “Transamerica” di Duncan Tucker, USA 2005 e successivo dibattito (ospiti Christian Ballarin e Sandeh Veet del Maurice glbtq e di SPO.T e la psicologa  Denise Magliano). Organizzato da Agedo Cuneo e Scuola di Pace, in collaborazione con il Comune di Boves.
mercoledì 20 novembre 2013 ore
Verranno accesi lumini per ricordare le persone transessuali uccise nel 2013 e saranno lette alcune testimonianze – piazza dell’Olmo, Boves.
martedì 19 novembre 2013 ore 20,30 
proiezione del film “Boys Don’t Cry” di kimberly Peirce, USA 1999, a cura di Arcigay Torino  c/o Associazione Culturale e Ricreativa Sauna 011, via Messina 5/d, Torino
mercoledì 20 novembre 2013 ore 18,00 
Candle Light – piazza Castello angolo via Accademia delle Scienze, Torino
venerdì 29 novembre 2013 ore 20,30 
Biblioteca Civica Cesare Pavese via Candiolo 79, Torino
Servizio lgbt della Città di Torino, Biblioteche Civiche Torinesi. Maurice glbtq, Associazione Donne di Mirafiori, Associazione Culturale Ma.Dì., presentano una serata con:
Letture a cura dell’Associazione Donne di Mirafiori
Proiezione del film “Tomboy” di Céline Sciamma, Francia 2011
Intervento a cura dell’Associazione Ma.Dì. sullo sviluppo dell’identità di genere durante l’infanzia e l’adolescenza.
Discussione e testimonianza di persone transessuali/transgender.
mercoledì 4 dicembre 2013 ore
proiezione per le scuole del film “Transamerica” di Duncan Tucker, USA 2005 in collaborazione con la XIV edizione di “Sottodiciotto FilmFestival”, Cinema Massimo, ore 9.30

Se il nord Italia si risveglia omofobo e violento

Ce lo siamo detti e ridetti tante volte, fino quasi a convincerci che “al Nord è diverso”. Forse ci sbagliavamo. Non esiste soltanto una questione romana nel tragico bollettino delle violenze verso la popolazione LGBT, esiste la dicotomia città – provincia, quella nord – sud, ecc… ma soprattutto esiste la violenza omotransfobica, anche se qualcuno aveva spergiurato che non fosse quello il problema. E così, nella ricca, civile e sviluppata Luino (Varese) sabato notte 7 ragazzi sono stati pestati e allontanati da una discoteca perché “visibilmente gay”. Per questa brutta vicenda tutta la solidarietà e la vicinanza del Coordinamento Torino Pride. Tra loro anche l’amico Marco Coppola, presidente dell’Arcigay di Verbania, il quale ha prontamente sporto denuncia alle autorità: esempio che tutti dovrebbero seguire.

“Questa vicenda, a pochi giorni dalla storica e positiva sentenza della Corte di Cassazione (dopo l’altrettanto favorevole pronunciamento del Parlamento Europeo), non può che farci riflettere sul fatto che la battaglia per i Diritti della popolazione LGBTQ non è una sola, essa si articola su molti fronti, tutti egualmente importanti, e che non se ne può mai appaltare uno in favore di un altro. La visibilità e la forza di questi due pronunciamenti hanno aperto una voragine nel sistema politico e religioso che vede nell’alimentare omofobia e discriminazione due capisaldi della propria visibilità, e che non farà che inasprire i toni. Non possiamo e non dobbiamo temere tutto questo, anzi la nostra risposta deve essere quanto più forte e risoluta: il Diritto all’integrità fisica come all’Uguaglianza è alla base di Costituzione e dei trattati europei. Prepariamoci quindi ad una grande e partecipata stagione dei Pride, a sostenere con forza il tema della nostra visibilità (del coming out) e della denuncia chiara, libera e coraggiosa di ogni episodio di discriminazione e di violenza”

Ricordo di Enzo Francone

A due anni dalla sua scomparsa Enzo ci manca ancora molto. Quella sua capacità di cercare sempre il modo per rendere l’impossibile possibile e’ il vuoto più grande che ha lasciato. Il suo entusiasmo e la sua energia l’eredita’ più bella.

Il Coordinamento Torino Pride LGBT