Il Pride a Torino

La “rivolta di Stonewall” vide una serie di violenti scontri fra la comunità omosessuale e la polizia a New York, culminati il 28 giugno 1969 a seguito dell’ennesima irruzione violenta e immotivata della polizia in un bar gay in Christopher Street (nel Greenwich Village) chiamato Stonewall Inn.

Stonewall è considerato dal punto di vista simbolico il momento della nascita del movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e trans moderno in tutto il mondo e il 28 giugno è stato scelto come data della “Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT” o “LGBT Pride”; esso equivale al nostro 27 Gennaio (Giornata della Memoria), al nostro 8 Marzo (Festa della Donna), al nostro 25 Aprile (Festa della Liberazione), al nostro 1° Maggio (Festa del Lavoro) e merita anch’esso lo status di celebrazione.

Oltre a questa funzione l’obiettivo della manifestazione è la nostra richiesta d’investire nella sensibilizzazione, in/formazione ed educazione sulle tematiche LGBTTIQ, allo scopo di costruire una società più accogliente e meno discriminante, favorendo il superamento di stereotipi e pregiudizi, in modo che alla persona sia garantito un armonioso ed equilibrato sviluppo rispetto al proprio orientamento sessuale, identità di genere e alle scelte di vita a questi elementi connesse.

LE RIVENDICAZIONI

La principale richiesta è di investire nella sensibilizzazione, nell’in/formazione e nell’educazione a proposito delle tematiche LGBTTQI*, con l’obiettivo di costruire una società accogliente nei confronti di ciò che è considerato “diverso” e in cui la discriminazione venga condannata, anziché incoraggiata durante i discorsi elettorali. Il superamento di stereotipi e pregiudizi, raggiungibile attraverso un’adeguata informazione, garantisce uno sviluppo armonioso ed equilibrato della persona, contribuendo alla creazione di un clima in cui si senta completamente libera di esprimere se stessa, e in particolare il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere, nella piena facoltà di autodeterminazione.
Nel conseguire questo fine rivendichiamo:

LEGGE CONTRO L’OMO/BI/LESBO/TRANSFOBIA

L’estensione della legge Mancino – che prevede aggravanti penali ai crimini di «odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» – anche ai crimini d’odio commessi con l’intento di denigrare l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

LEGGE SUL CAMBIO DI GENERE

La riscrittura completa della legge 164, affinché sia garantito a tutti e tutte il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo e della propria identità di genere, anche sui documenti di identità.

DEPATOLOGIZZAZIONE DELLA TRANSESSUALITÀ

Prima considerata “disturbo dell’identità di genere”, ora “disforia di genere” dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali), si richiede che la transessualità sia del tutto depennata dall’elenco delle patologie psichiche, come accaduto per l’omosessualità.

INTERSESSUALITÀ

La cessazione delle riassegnazioni chirurgiche del sesso dei bambini nati con genitali ambigui (intersex), affinché la persona direttamente coinvolta abbia la possibilità di esprimersi autonomamente, al raggiungimento di un’età in cui abbia la facoltà di esercitare appieno il proprio diritto all’autodeterminazione e sia in grado di dare il proprio consenso informato a eventuali trattamenti.

MATRIMONIO

Le coppie costituite da persone dello stesso sesso dovrebbero avere uguale dignità e i medesimi diritti assicurati alle coppie eterosessuali. La legge italiana favorisce, di fatto, un principio antidemocratico e discriminatorio, non garantendo alle coppie omosessuali l’accesso al matrimonio: chiediamo parità di diritti anche su questo piano, parità ormai tutelata in molti paesi d’Europa e non solo.

UNIONI CIVILI

Unioni di tipo diverso rispetto all’unione fondata sul matrimonio, che siano accessibili a tutte e tutti i cittadini (e non soltanto alle coppie dello stesso sesso in quanto formazioni sociali specifiche con una regolamentazione dedicata, come avviene oggi), affinché sia garantito il diritto di scegliere in libertà da quale istituto giuridico ci si senta meglio rappresentati e tutelati.

ADOZIONI

Chiediamo che venga garantita la possibilità di adozione di minori da parte di singoli, singole e coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi ne fa richiesta; anche in questo caso, come già avviene in molti paesi europei e non solo.

TUTELA DEI FIGLI E DELLE FIGLIE DELLE COPPIE OMOGENITORIALI

Consideriamo assolutamente insufficiente anche la prospettiva offerta dalla Stepchild adoption. Chiediamo l’introduzione nell’ordinamento di famiglia della possibilità per ogni genitore di riconoscere alla nascita i propri figli, dal momento che attualmente questa possibilità è garantita soltanto al genitore biologico ma non a quello sociale. Si tratta di una misura necessaria affinché entrambe le figure genitoriali siano riconosciute e siano chiamate alla responsabilità della propria prole, vedendo salvaguardata la relazione con i figli.

Per i bambini e le bambine che già esistono chiediamo l’adozione piena e legittimante da parte del genitore sociale, anche nei casi in cui sia avvenuta una separazione della coppia genitoriale. Reputiamo fortemente discriminatoria per il genitore non biologico la continua necessità di deleghe per prendersi cura dei propri figli. Ed è ancora più ingiusto per i bambini e le bambine il disinteresse dimostrato dallo Stato nel garantire la continuità affettiva e materiale con il genitore non biologico. Tale disinteresse non solo incrina la loro fiducia in un’istituzione che li considera essenzialmente “figli di un Dio minore” laddove dovrebbe tutelarli, ma ne compromette la serenità non riconoscendo le famiglie nelle quali avviene la loro crescita fisica, emotiva ed esperienziale.