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Quarta udienza contro De Mari

Stamane è avvenuta la quarta udienza del processo avviato dal Coordinamento Torino Pride contro la dottoressa Silvana De Mari accusata di diffamazione continuata e aggravata a mezzo stampa contro le persone Lgbti. La stessa oggi ha prodotto quattro memorie di diverse centinaia di pagine che hanno portato la giudice a aggiornare l’udienza ad altra data.

Alessandro Battaglia, che è stato ascoltato in aula, ha poi dichiarato: «Ciò che abbiamo ascoltato stamane non è molto diverso da ciò che abbiamo già letto e denunciato. Quello di cui ci si dimentica è che le parole molto spesso sono pietre e le pietre fanno male a tutta la comunità Lgbtqi.

Siamo chiaramente pronti a qualsiasi conclusione della vicenda ma crediamo che, oltre agli insulti e alle ingiurie che ci sono state rivolte e che continuiamo a contestare con forza, il nostro pensiero debba andare ai ragazzi e alle ragazze più giovani e con meno strumenti di difesa di quelli che abbiamo noi e che vivono condizioni difficili di accettazione.

Chiaro è che loro e i loro genitori sentendo affermazioni così umilianti non potranno essere aiutati nel superare le difficoltà connesse all’accettazione.

Stupisce infine che, secondo Silvana De Mari, la pedofilia sia un orientamento sessuale ed, essendo presenti in tutti gli statuti delle associazioni italiane Lgbti la difesa e la tutela contro le discriminazioni per orientamento sessuale, les stese non facciano altro che diffondere il messaggio che la pedofilia – e di conseguenza l’abuso su minori – siano pratiche lecite che tutti e tutte noi tuteliamo».

La giudice monacratica ha fissato la prossima udienza al 13 dicembre, data in cui, verosimilmente, si concluderà il dibattimento con la sentenza.

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