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Sabato 15 giugno oltre 100 mila persone hanno portato in strada le loro vite, i loro corpi e le loro rivendicazioni. Un’arcobaleno di sfumature per far capire che confini e limiti non hanno nulla di naturale; visti dall’alto non si riconoscono che varianti armoniche di colori e forme, parti di un tutto.

Ecco il nostro videoclip per ricordare l’ultima edizione del Pride di cui abbiamo ancora vividi i colori negli occhi, un altro anno da consegnare alla storia! #torinopride

Il Torino Pride dichiaratamente internazionalista e intersezionale. Il superamento di confini, sbarramenti e steccati non è infatti soltanto legato alla liberazione di persone e comunità segregate, compresse o discriminate.

Lo sguardo sul mondo, avvolto dall’arcobaleno dai sei colori della bandiera rainbow simbolo della comunità LGBT, propone un cambio di prospettiva. Confini e limiti non hanno nulla di naturale; visti dall’alto non si riconoscono che varianti armoniche di colori e forme, parti di un tutto.

Partenza.

ORE 16.30 in corso Principe Eugenio angolo piazza Statuto.

PERCORSO.

via San Martino, piazza XXVIII Dicembre, via Cernaia, via Luigi Mercantini, via Giannone, piazza Solferino, via Santa Teresa, via XX Settembre, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po.

ARRIVO.

piazza Vittorio VenetoCi sarà un palco con gli interventi delle associazioni, i discorsi, e gli intermezzi di Preci P, Fran e i Pensieri Molesti, Egokid.

L’Official Pride Party sarà al Centralino Club a partire dalle ore 20.30, dopo la conclusione in piazza Vittorio potrete comodamente arrivare in via delle Rosine e accedere ai cortili del Centralino.

Il Coordinamento Torino Pride LGBT ha riunito le serate della Città e vi aspetta per continuare a stare insieme poter cenare e ballare insieme con musica e ORGOGLIO.

PROUD MEMBER OF

Quest’anno il Piemonte Pride 2019 unisce i 5 Pride della regione e porterà in strada persone e rivendicazioni in tutto il territorio per il 50° anniversario dai Moti di Stonewall dove tutto ebbe inizio!

Alessandria PrideAsti PrideNovara PrideTorino PrideVercelli Pride.

EVERGREEN FEST.

Il Coordinamento Torino Pride è partner di Evergreen Fest, organizzato in estate da Tedacà al Parco della Tesoriera e, quest’anno, alla sua quarta edizione. Ecco i nostri eventi.

  • 10 giugno ore 21.00 | esibizione del gruppo Qoro LGBTQI,
  • 10 giugno ore 21.30 | intervista a Luca Trapanese e presentazione libro “Nata per te
  • 11 giugno ore 21.30 | serata cinema con proiezione di corti dal “Lovers Film Festival
  • 12 giugno ore 20.45 | presentazione del libro di Stefania Scialabba “Io volevo lei. Non è diverso, è amore
  • 12 giugno ore 21.30 | Concerto Pop dei “Twee
  • 14 giugno ore 18.00 | incontro pubblico “Voci dal movimento Lgbtq+ in Palestina” con Aswat
  • 16 giugno ore 20.00 | concerto con le “Melò Coton
  • 8 luglio ore 21.30 | Serata talk, “Quattro chiacchiere con Vladimir Luxuria” intervistata da Simone Schinocca e Alessandro Battaglia

La Festa delle Famiglie si inserisce negli eventi dell’International Family Equality Day. Rivola a TUTTE le Famiglie: quelle omogenitoriali, eterosessuali, separate, ricostituite, bianche, nere, gialle, miste, single e tringle.

5 maggio dalle ore 11.00 | piazza Carlo Alberto TORINO

It’s a revolution! Il Festival continua a crescere e re-immaginare gli immaginari! La 34ª edizione del Festival che coniuga tradizione e innovazione, con una particolare attenzione per la ricerca, la dialettica queer e quella di genere, è alle porte.

giovedì 9 maggio, ore 16.30
Tutto quello che c’è voluto, con Giuseppina La Delfa

venerdì 10 maggio, ore 17.00
Disegniamo la Memoria, con gli editori

sabato 11 maggio, ore 16.00
LiberAmente, la collana di libri Lgbt

Le rivendicazioni del Pride.

Quest’anno ricorrono 50 anni esatti da quella notte dei Moti di Stonewall dove ebbe inizio il nostro cammino come comunità. Sono ancora troppe le richieste rimaste inascoltate rispetto i diritti civili e sociali. Oggi occorre lottare non solo per ciò che manca ma si anche per proteggere diritti e conquiste che potevano considerarsi acquisite.

Le istanze della comunità LGBTQI* (Lesbica, Gay, Bisessuale, Transgender, Queer, Intersessuale et al.) non sfuggono a questo registro storico e in Italia non esiste una solida linea di tutela dei diritti affermata a livello legislativo, se non l’incompleta legge sulle unioni civili e la legge del 1982 sul cambio di genere per le persone transessuali.

I Pride rappresentano un’occasione centrale per esprimere fermamente e collettivamente che questi diritti devono essere riconosciuti: è attraverso il Pride che si dà voce alle tante richieste tuttora disattese, che si incrociano, in particolare in questo momento socio-politico, alle rivendicazioni di altri gruppi e individui discriminati.

Chiediamo maggior interesse e tutela a favore delle persone migranti LGBTQI, ovvero quei soggetti che fuggono dal loro paese di origine perché perseguiti a causa del loro orientamento sessuale e/o identità di genere. Queste persone vivono una doppia discriminazione, la loro esperienza intersezionale produce esiti complessi a partire dalla prima fase vissuta nei centri di accoglienza, non sempre preparati al tema e che necessitano di maggior formazione.

Chiediamo la riforma della politica applicata in merito ai rifugiati e in particolare l’abrogazione del Decreto Sicurezza approvato dal governo Conte che sta complicando il procedimento per ottenere la cittadinanza. Stiamo già vivendo gli effetti negativi dello smantellamento progressivo del sistema di accoglienza e integrazione.

Chiediamo che gli spazi sociali e di fermento culturale vengano protetti e tutelati nell’interesse di chi li vive e dell’intera comunità. Chiudere gli spazi non è mai la soluzione ai problemi di irregolarità specifiche e i metodi di intervento che celano delle “prove di forza” a danno delle persone coinvolte non sono accettabili, nemmeno e soprattutto se possono scatenare reazioni di violenza.

Chiediamo la difesa di questa legge a tutela della maternità e l’interruzione di gravidanza volontaria dagli attacchi messi in atto dai rigurgiti di cultura primitiva. La legge 194 non deve essere toccata o messa in pericolo dalle visioni oscurantiste che vedono la donna unicamente in uno schema precostituito di moglie e madre, ovvero a procreare perché si deve e per dare “figli alla patria”.

Chiediamo che la nostra regione preveda la gratuità della vaccinazione dell’HPV almeno per le categorie più a rischio come gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, gratuità che è già prevista in altre regioni come la Lombardia per questi gruppi fino a una soglia di età.

Chiediamo la tutela al diritto di corretta in/formazione, sensibilizzazione ed educazione, in particolare in ambiente scolastico. Affinché l’informazione sia libera da censure e non contribuisca alla discriminazione attraverso la formazione di stereotipi, bensì per costruire una società accogliente nei confronti di ciò che è considerato “diverso” e in cui la discriminazione venga condannata, anziché incoraggiata come sta avvenendo su tutti i palcoscenici sociali, mediatici e politici.

Chiediamo l’estensione della legge Mancino – che prevede aggravanti penali ai crimini di «odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» – anche ai crimini d’odio commessi con l’intento di denigrare l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Omofobia e transfobia sono figlie della stessa cultura patriarcale che nutre la violenza degli uomini contro le donne. Chiediamo politiche efficaci di contrasto a questo fenomeno, attraverso strumenti penali, ma soprattutto educativi e culturali, perché la repressione non può bastare. Rivendichiamo la centralità dell’attività dei centri anti-violenza, che vanno adeguatamente finanziati.

Chiediamo la riscrittura completa della legge 164, affinché sia garantito a tutti e tutte il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo e della propria identità di genere, anche sui documenti di identità senza obbligo alla demolizione del sesso biologico. La forma attuale della legge contribuisce a esporre le persone Trans a forti discriminazioni nella vita quotidiana e in ambito lavorativo.

Chiediamo di cessare la pratica delle riassegnazioni chirurgiche del sesso dei bambini nati con genitali ambigui (intersex), affinché la persona direttamente coinvolta abbia la possibilità di esprimersi autonomamente, al raggiungimento di un’età in cui abbia la facoltà di esercitare appieno il proprio diritto all’autodeterminazione e sia in grado di dare il proprio consenso informato a eventuali trattamenti.

Chiediamo che le coppie costituite da persone dello stesso sesso abbiano uguale dignità e i medesimi diritti assicurati alle coppie eterosessuali. La legge italiana favorisce, di fatto, un principio antidemocratico e discriminatorio, non garantendo alle coppie omosessuali l’accesso al matrimonio: chiediamo parità di diritti anche su questo piano, parità ormai tutelata in molti paesi d’Europa e non solo.

Chiediamo che le unioni civili, di tipo diverso rispetto al matrimonio, siano accessibili a tutte e tutti i cittadini, e non soltanto alle coppie dello stesso sesso in quanto formazioni sociali specifiche con una regolamentazione dedicata come avviene oggi, affinché sia garantito il diritto di scegliere in libertà da quale istituto giuridico ci si senta meglio rappresentati e tutelati.

Chiediamo che venga garantita la possibilità di adozione di minori da parte di singoli, singole e coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi ne fa richiesta; anche in questo caso, come già avviene in molti paesi europei e non solo.

Chiediamo l’introduzione della possibilità per ogni genitore di riconoscere alla nascita i propri figli attualmente garantita soltanto al genitore biologico, affinché entrambe le figure genitoriali siano riconosciute e chiamate alla responsabilità della propria prole, vedendo salvaguardata la relazione con i figli.
Chiediamo l’adozione piena e legittimante da parte del genitore sociale, anche nei casi di avvenuta separazione della coppia genitoriale. Reputiamo fortemente discriminatoria la continua necessità di deleghe per il genitore non biologico per prendersi cura dei propri figli. Rimane altresì inaccettabile che un genitore divenuto tale in una coppia omosessuale sia costretto ad adottare il proprio figlio sociale attraverso un oneroso percorso in tribunale dall’esito incerto.
Reputiamo ancora più ingiusto per i bambini e le bambine il disinteresse dimostrato dallo Stato nel garantire la continuità affettiva e materiale con il genitore non biologico incrinandone non solo la loro fiducia in un’istituzione che li considera essenzialmente “figli di un Dio minore”, ma compromettendone la serenità con il mancato riconoscimento delle famiglie nelle quali crescono.

Chiediamo l’abolizione della Legge 40 e la parità di diritti per tutti e tutte all’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita.

Chiediamo il riconoscimento e la tutela sul piano giuridico delle forme di convivenza e relazione poliamorosa, che rappresentano una realtà esistente nel seno della comunità LGBTQI e non solo. Tale riconoscimento deve mirare sia a garantire l’esercizio di diritti civili da parte dei componenti delle stabili relazioni poliamorose nei confronti dei/lle partner, sia la loro piena dignità sociale quali forme di solidarietà e affetto di tipo familiare.

Chiediamo rispetto, libertà, dignità per lavoratori e lavoratrici, e leggi che non favoriscano la precarizzazione del mercato del lavoro. Rivendichiamo, inoltre, l’affermazione di un welfare universale.

Chiediamo il riconoscimento dei diritti sessuali delle persone disabili e della figura dell’assistente sessuale.

Dopo il riconoscimento del diritto di stilare le Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari, chiediamo l’approvazione di una legge che garantisca ai cittadini anche il diritto alla libera scelta per quanto riguarda il fine vita, affinché porre fine ad agonie prolungate e ad accanimento terapeutico diventi una possibilità concreta.

Chiediamo politiche di contrasto al cambiamento climatico nello spirito di quanto rivendicato dal movimento Fridays for Future, nei cui obiettivi ci riconosciamo. Questo si traduce in un impegno maggiore e concreto da parte delle istituzioni locali e nazionali nel prendere provvedimenti di tutela nei confronti del clima e della nostra terra.

Le persone lgbtqi sono ancora in troppi Paesi del mondo discriminate, perseguitate e uccise, dalla Turchia al Brunei, dalla Russia alla Nigeria. Rivendichiamo il rispetto della dignità e dei diritti delle persone lgbtqi ovunque vivano, e chiediamo alle istituzioni locali, nazionali ed europee di impegnarsi per la loro promozione, anche rifiutando rapporti politici ed economici con i governi nemici delle libertà e dei diritti fondamentali.

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