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50 anni fa, il 5 aprile 1972 un gruppo di militanti interruppe un congresso di sessuologia a Sanremo, contestando le teorie riparative e rivendicando il primo spazio di protagonismo e parola. Anche da noi la prima volta fu rivolta, e nel segno di quella rivoluzione torniamo a essere marea e inondare la città, senza limiti o vergogna, raccontando attraverso i nostri corpi le nostre multiple identità, le nostre stupefacenti eccezionalità. Siamo persone queer, lesbiche, bisessuali, trans e transgender, gay, aromantiche, asessuali, intersessuali, non binarie e molto altro, infiniti siderali di galassie in movimento.

Siamo stanchә di avanzare un centimetro per volta, stanchә delle mediazioni al ribasso sui nostri corpi e sulle nostre vite e sulle nostre relazioni, stanchә di dover conquistare spazi sicuri di libertà e condivisione. Per questo scendiamo per le strade al grido di “Queer ed ora!”. Perché non è solo questione di diritti, di giustizia, di uguaglianza. È questione di orgoglio per le nostre identità, le nostre non conformità, che ci appartengono e vogliamo scoprire e abbracciare; è questione di rabbia, verso chi tenta di limitarci; è questione di felicità, che non vogliamo più rimandare. È questione di noi, e dovete averci a che fare.

Il Coordinamento Torino Pride aderisce alla piattaforma Piemonte VdA Pride, realtà che dal 2017 riunisce i comitati organizzatori dei Pride del territorio Piemontese e, dal 2020, anche della Valle d’Aosta. Nel 2022 i Pride in programma oltre a quello di Torino saranno anche Asti, Alessandria, Aosta, Biella, Cuneo, e Novara.

Scopri il Pride più vicino a te su www.piemontevdapride.it

I gadget del Pride

Cerca i nostri banchetti negli eventi della città, nelle serate LGBTQIA+ friendly e al Salone del Libro. Lǝ nostroǝ volontariǝ saranno felici di darti informazioni sul Pride. Prendi un gadget e effettua una piccola donazione per sostenere il Pride! Per info su date e banchetti o per diventare volontariǝ scrivi a [email protected].

Partenza.

ORE 16.30 in corso Principe Eugenio angolo piazza Statuto.

PERCORSO.

via San Martino, piazza XXVIII Dicembre, via Cernaia, via Luigi Mercantini, via Giannone, piazza Solferino, via Santa Teresa, via XX Settembre, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po.

ARRIVO.

piazza Vittorio VenetoCi sarà un palco con gli interventi delle associazioni, i discorsi, e gli intermezzi di Preci P, Fran e i Pensieri Molesti, Egokid.

Gli eventi principali

Dal 26 aprile al 1 Maggio 2022
Cinema Massimo Torino

Il Torino Pride partecipa con un premio per celebrare il film, tra quelli selezionati, che meglio esprima il passaggio di senso tra generazioni diverse, pronte ad accogliere le nuove istanze identitarie.

8 maggio 2022 h 11:00
piazza Carlo Alberto

Ritorna la tanto attesa Festa delle Famiglie!
Domenica 8 Maggio vieni a festeggiare con noi!
L’uguaglianza familare è un affare di tuttз!

Dal 19 al 23 Maggio 2022
Lingotto

Come da tradizione degli ultimi anni, il Torino Pride parteciperà al Salone del Libro di Torino con uno stand dedicato all’interno del quale ospiterà una selezione di libri a tematica LGBTQIA+ e dei Diritti.

Il documento politico del Pride.

Chiediamo maggior interesse e tutela a favore delle persone migranti LGBTQI, ovvero quei soggetti che fuggono dal loro paese di origine perché perseguiti a causa del loro orientamento sessuale e/o identità di genere. Queste persone vivono una doppia discriminazione, la loro esperienza intersezionale produce esiti complessi a partire dalla prima fase vissuta nei centri di accoglienza, non sempre preparati al tema e che necessitano di maggior formazione.

Chiediamo la riforma della politica applicata in merito ai rifugiati e in particolare l’abrogazione del Decreto Sicurezza approvato dal governo Conte che sta complicando il procedimento per ottenere la cittadinanza. Stiamo già vivendo gli effetti negativi dello smantellamento progressivo del sistema di accoglienza e integrazione.

Chiediamo che gli spazi sociali e di fermento culturale vengano protetti e tutelati nell’interesse di chi li vive e dell’intera comunità. Chiudere gli spazi non è mai la soluzione ai problemi di irregolarità specifiche e i metodi di intervento che celano delle “prove di forza” a danno delle persone coinvolte non sono accettabili, nemmeno e soprattutto se possono scatenare reazioni di violenza.

Chiediamo la difesa di questa legge a tutela della maternità e l’interruzione di gravidanza volontaria dagli attacchi messi in atto dai rigurgiti di cultura primitiva. La legge 194 non deve essere toccata o messa in pericolo dalle visioni oscurantiste che vedono la donna unicamente in uno schema precostituito di moglie e madre, ovvero a procreare perché si deve e per dare “figli alla patria”.

Chiediamo che la nostra regione preveda la gratuità della vaccinazione dell’HPV almeno per le categorie più a rischio come gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, gratuità che è già prevista in altre regioni come la Lombardia per questi gruppi fino a una soglia di età.

Chiediamo la tutela al diritto di corretta in/formazione, sensibilizzazione ed educazione, in particolare in ambiente scolastico. Affinché l’informazione sia libera da censure e non contribuisca alla discriminazione attraverso la formazione di stereotipi, bensì per costruire una società accogliente nei confronti di ciò che è considerato “diverso” e in cui la discriminazione venga condannata, anziché incoraggiata come sta avvenendo su tutti i palcoscenici sociali, mediatici e politici.

Chiediamo l’estensione della legge Mancino – che prevede aggravanti penali ai crimini di «odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» – anche ai crimini d’odio commessi con l’intento di denigrare l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Omofobia e transfobia sono figlie della stessa cultura patriarcale che nutre la violenza degli uomini contro le donne. Chiediamo politiche efficaci di contrasto a questo fenomeno, attraverso strumenti penali, ma soprattutto educativi e culturali, perché la repressione non può bastare. Rivendichiamo la centralità dell’attività dei centri anti-violenza, che vanno adeguatamente finanziati.

Chiediamo la riscrittura completa della legge 164, affinché sia garantito a tutti e tutte il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo e della propria identità di genere, anche sui documenti di identità senza obbligo alla demolizione del sesso biologico. La forma attuale della legge contribuisce a esporre le persone Trans a forti discriminazioni nella vita quotidiana e in ambito lavorativo.

Chiediamo di cessare la pratica delle riassegnazioni chirurgiche del sesso dei bambini nati con genitali ambigui (intersex), affinché la persona direttamente coinvolta abbia la possibilità di esprimersi autonomamente, al raggiungimento di un’età in cui abbia la facoltà di esercitare appieno il proprio diritto all’autodeterminazione e sia in grado di dare il proprio consenso informato a eventuali trattamenti.

Chiediamo che le coppie costituite da persone dello stesso sesso abbiano uguale dignità e i medesimi diritti assicurati alle coppie eterosessuali. La legge italiana favorisce, di fatto, un principio antidemocratico e discriminatorio, non garantendo alle coppie omosessuali l’accesso al matrimonio: chiediamo parità di diritti anche su questo piano, parità ormai tutelata in molti paesi d’Europa e non solo.

Chiediamo che le unioni civili, di tipo diverso rispetto al matrimonio, siano accessibili a tutte e tutti i cittadini, e non soltanto alle coppie dello stesso sesso in quanto formazioni sociali specifiche con una regolamentazione dedicata come avviene oggi, affinché sia garantito il diritto di scegliere in libertà da quale istituto giuridico ci si senta meglio rappresentati e tutelati.

Chiediamo che venga garantita la possibilità di adozione di minori da parte di singoli, singole e coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi ne fa richiesta; anche in questo caso, come già avviene in molti paesi europei e non solo.

Chiediamo l’introduzione della possibilità per ogni genitore di riconoscere alla nascita i propri figli attualmente garantita soltanto al genitore biologico, affinché entrambe le figure genitoriali siano riconosciute e chiamate alla responsabilità della propria prole, vedendo salvaguardata la relazione con i figli.
Chiediamo l’adozione piena e legittimante da parte del genitore sociale, anche nei casi di avvenuta separazione della coppia genitoriale. Reputiamo fortemente discriminatoria la continua necessità di deleghe per il genitore non biologico per prendersi cura dei propri figli. Rimane altresì inaccettabile che un genitore divenuto tale in una coppia omosessuale sia costretto ad adottare il proprio figlio sociale attraverso un oneroso percorso in tribunale dall’esito incerto.
Reputiamo ancora più ingiusto per i bambini e le bambine il disinteresse dimostrato dallo Stato nel garantire la continuità affettiva e materiale con il genitore non biologico incrinandone non solo la loro fiducia in un’istituzione che li considera essenzialmente “figli di un Dio minore”, ma compromettendone la serenità con il mancato riconoscimento delle famiglie nelle quali crescono.

Chiediamo l’abolizione della Legge 40 e la parità di diritti per tutti e tutte all’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita.

Chiediamo il riconoscimento e la tutela sul piano giuridico delle forme di convivenza e relazione poliamorosa, che rappresentano una realtà esistente nel seno della comunità LGBTQI e non solo. Tale riconoscimento deve mirare sia a garantire l’esercizio di diritti civili da parte dei componenti delle stabili relazioni poliamorose nei confronti dei/lle partner, sia la loro piena dignità sociale quali forme di solidarietà e affetto di tipo familiare.

Chiediamo rispetto, libertà, dignità per lavoratori e lavoratrici, e leggi che non favoriscano la precarizzazione del mercato del lavoro. Rivendichiamo, inoltre, l’affermazione di un welfare universale.

Chiediamo il riconoscimento dei diritti sessuali delle persone disabili e della figura dell’assistente sessuale.

Dopo il riconoscimento del diritto di stilare le Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari, chiediamo l’approvazione di una legge che garantisca ai cittadini anche il diritto alla libera scelta per quanto riguarda il fine vita, affinché porre fine ad agonie prolungate e ad accanimento terapeutico diventi una possibilità concreta.

Chiediamo politiche di contrasto al cambiamento climatico nello spirito di quanto rivendicato dal movimento Fridays for Future, nei cui obiettivi ci riconosciamo. Questo si traduce in un impegno maggiore e concreto da parte delle istituzioni locali e nazionali nel prendere provvedimenti di tutela nei confronti del clima e della nostra terra.

Le persone lgbtqi sono ancora in troppi Paesi del mondo discriminate, perseguitate e uccise, dalla Turchia al Brunei, dalla Russia alla Nigeria. Rivendichiamo il rispetto della dignità e dei diritti delle persone lgbtqi ovunque vivano, e chiediamo alle istituzioni locali, nazionali ed europee di impegnarsi per la loro promozione, anche rifiutando rapporti politici ed economici con i governi nemici delle libertà e dei diritti fondamentali.

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