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COME SI SVOLGE

Partenza ore 16:30 in corso Principe Eugenio. Al concentramento sarà presente un banchetto delle persone volontarie con i gadget e per dare informazioni. Lo staff sarà presente anche durante tutta la parata per aiuto e supporto.

Il percorso proseguirà in Corso Principe Eugenio, via San Martino, piazza XXVIII Dicembre, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po. L’arrivo è in piazza Vittorio Veneto dove ci sarà un palco dal quale si ascolteranno gli interventi politici delle associazioni. Abbiamo realizzato anche una mappatura di info e servizi per facilitare l’accessibilità al Pride.

Dopo la manifestazione l’appuntamento è dalle 20:30 ai Cortili del Centralino per la Festa ufficiale del Torino Pride! All’interno della festa sarà possibile anche mangiare agli stand del cibo presenti per poi festeggiare fino a tardi.

NB: si ricorda che durante la parata non si possono consumare bevande in vetro, preghiamo tuttǝ a rispettare le disposizioni vigenti per vivere un Pride più sereno e felice.

OFFICIAL PRIDE PARTY

Il 18 giugno, dopo la parata del Torino Pride che si concluderà in piazza Vittorio con gli interventi dal palco, celebra il tuo orgoglio alla festa ufficiale del Torino Pride! L’Official Pride Party sarà al Centralino Club a partire dalle ore 20.30, da piazza Vittorio potrai comodamente arrivare alla vicina via delle Rosine e accedere ai cortili del Centralino.

COSTO INGRESSO: Ingresso entro le 22:00 prezzo di 8 €, Ingresso dopo le 22:00 prezzo di 12 €. Il biglietto di ingresso prevede una consumazione obbligatoria inclusa nel prezzo.

MANGIA AL PRIDE PARTY. Dalle 20.30 alle 22.30 ci saranno due postazioni di cibo: TELLIA (www.tellia.it): vera pizza in teglia alla romana. TOTZO (instagram.com/totzo_official): maritozzo piemontese dolce e salato. Sono presenti opzioni vegetariane ma NON sono garantite opzioni vegane, senza glutine o senza lattosio.

I ricavati della serata saranno interamente devoluti al Coordinamento Torino Pride che potrà in tal modo coprire i costi dell’organizzazione del Pride di quest’anno. Partner della serata: Bananamia, Portafortuna, Queever, Delirio.

DIRETTA STREAMING

Grazie alla collaborazione con ToRadio il Torino Pride verrà trasmetto via radio in tempo reale sulla rete ToRadio disponibile sia in FM che in web-radio. Per seguirla da remoto collegati sul sito toradio.it e segui le istruzioni.

Il manifesto del Pride

50 anni fa, il 5 aprile 1972 un gruppo di militanti interruppe un congresso di sessuologia a Sanremo, contestando le teorie riparative e rivendicando il primo spazio di protagonismo e parola. Anche da noi la prima volta fu rivolta, e nel segno di quella rivoluzione torniamo a essere marea e inondare la città, senza limiti o vergogna, raccontando attraverso i nostri corpi le nostre multiple identità, le nostre stupefacenti eccezionalità. Siamo persone queer, lesbiche, bisessuali, trans e transgender, gay, aromantiche, asessuali, intersessuali, non binarie e molto altro, infiniti siderali di galassie in movimento.

Siamo stanchә di avanzare un centimetro per volta, stanchә delle mediazioni al ribasso sui nostri corpi e sulle nostre vite e sulle nostre relazioni, stanchә di dover conquistare spazi sicuri di libertà e condivisione. Per questo scendiamo per le strade al grido di “Queer ed ora!”. Perché non è solo questione di diritti, di giustizia, di uguaglianza. È questione di orgoglio per le nostre identità, le nostre non conformità, che ci appartengono e vogliamo scoprire e abbracciare; è questione di rabbia, verso chi tenta di limitarci; è questione di felicità, che non vogliamo più rimandare. È questione di noi, e dovete averci a che fare.

Il Coordinamento Torino Pride aderisce alla piattaforma Piemonte VdA Pride, realtà che dal 2017 riunisce i comitati organizzatori dei Pride del territorio Piemontese e, dal 2020, anche della Valle d’Aosta. Nel 2022 i Pride in programma oltre a quello di Torino saranno anche Asti, Alessandria, Aosta, Biella, Cuneo, e Novara.

Scopri il Pride più vicino a te su www.piemontevdapride.it

PRIDE ACCESSIBILE

Quest’anno abbiamo potenziato le iniziative a sostegno di una partecipazione sempre più plurale. Consulta questa mappa o aprila su Maps per conoscere informazioni sul percorso e mappatura dei servizi presenti.

STAFF VOLONTARIO

Per qualsiasi bisogno puoi chiedere allo staff volontario presente in parata, riconoscibile dal badge. Saranno distribuiti anche tappi per le orecchie al banchetto iniziale.

PUNTI DI SCARICO SENSORIALE

Saranno previsti spazi tranquilli e più silenziosi in piazza e in mezzo alla parata dove chi ne ha bisogno può recarsi senza abbandonare il corteo.

PUNTI DI RICARICA ACQUA

Porta la tua borraccia, grazie a SMAT troverai punti dove ricaricarla con l’acqua. Si ricorda che durante il Pride non potranno essere consumate bevande in vetro.

TRENINO FAMIGLIE ARCOBALENO

Per chi ha difficoltà motorie ci sarà un trenino con posti a bordo in testa alla parata che seguirà tutto il corteo per poter partecipare senza abbandonare la manifestazione.

PRONTO SOCCORSO

Sarà presente anche il servizio della Croce Rossa Italiana, per qualsiasi emergenza rivolgersi a una persona dello Staff o della sicurezza che interverrà immediatamente chiamando i soccorsi.

ARRIVO E PALCO

Davanti al palco dei discorsi ci sarà un’area non affollata per le persone che hanno necessità di uno spazio più comodo. Un’interprete LIS tradurrà i discorsi dal palco. A fianco del palco sarà presente un banchetto del Pride.

SERVIZIO NAVETTA

Chi ne ha bisogno a fine parata potrà usare il Bus GTT Speciale con partenza in corso San Maurizio (ang. via Bava – capolinea 70) con la scritta Speciale XVIII Dicembre. Sono previsti due passaggi, alle ore 20:00 e alle ore 21:30.

FESTA UFFICIALE PRIDE

Alla Festa del Pride saranno presenti accesso su strada, punto di scarico sensoriale, distribuzione tappi per orecchie, servizi igienici accessibili e agevolazione sul biglietto per chi accompagna una persona che necessita di assistenza.

TESTING AL PRIDE

In occasione del Pride sarà possibile effettuare test HIV e Sifilide a risposta rapida (un minuto) in pieno anonimato, in piazza Vittorio, guardando il palco a sinistra sotto i due gazebo presenti. L’attività è fornita dalle associazioni della rete Fast Track Cities.

Il documento politico del Pride.

Anche a seguito della sospensione della registrazione delle bambinз da parte del Comune di Torino, chiediamo con forza e urgenza – come ha già fatto la Corte Costituzionale italiana – che gli organismi deputati si assumano la piena responsabilità, attraverso l’introduzione di una legge che permetta a ogni genitorə di riconoscere alla nascita lз propriз figlз, superando il criterio che garantisce tale prerogativa soltanto allə genitorə biologicə, affinché tutte le figure genitoriali siano riconosciute e chiamate alla responsabilità della propria prole, vedendo salvaguardata la relazione tra lз figlз e genitorɜ. Chiediamo l’adozione piena e legittimante da parte dellə genitorə sociale, anche nei casi di avvenuta separazione della coppia genitoriale. Reputiamo fortemente discriminatoria la continua necessità di deleghe per lə genitorə non biologicə per prendersi cura dellз propriз figlз. Rimane altresì inaccettabile che unə genitorə divenutə tale in una coppia omosessuale sia costrettə ad adottare lə propriə figliə sociale attraverso un oneroso percorso in tribunale dall’esito incerto. Reputiamo ancora più ingiusto per lз bambinз il disinteresse dimostrato dallo Stato nel garantire la continuità affettiva e materiale con lə genitorə non biologicə incrinando non solo la loro fiducia in un’istituzione che non lз considera, ma compromettendone la serenità con il mancato riconoscimento delle famiglie nelle quali crescono.

Chiediamo che il nostro paese approvi di una legge contro omo-lesbo-bi-trans- a- fobia, e che tale legge possa configurarsi come un primo passo verso il pieno riconoscimento dei nostri diritti, favorendo interventi educativi strutturali che possano agevolare il cambiamento culturale necessario. Auspichiamo un investimento continuativo nei servizi dedicati, ad iniziare da Porto Sicuro e Tohousing, sostenuti a livello nazionale da Unar e che hanno bisogno di continuità strutturale.

Omofobia, lesbofobia, bifobia, transfobia e afobia sono figlie della stessa cultura patriarcale che nutre la violenza maschile e di genere. Chiediamo politiche efficaci di contrasto a questo fenomeno, politiche strutturali, culturali e sociali che affrontino la questione come una priorità da risolvere, anche attraverso il cambio della narrazione che ancora troppo spesso viene diffusa. Rivendichiamo la centralità dell’attività dei centri anti-violenza e degli sportelli di ascolto, che vanno adeguatamente finanziati.

Chiediamo maggior interesse e tutela a favore delle persone migranti LGBTQIA+, ovvero chi si vede costrettə a fuggire dal proprio paese di origine perché perseguitatə a causa del proprio orientamento sessuale e/o identità di genere. Queste persone vivono una doppia discriminazione: la loro esperienza intersezionale produce esiti complessi a partire dalla prima fase vissuta nei centri di accoglienza, non sempre preparati al tema e che necessitano di maggior formazione.

Chiediamo la riforma della politica applicata in merito allз rifugiatз. Viviamo da troppo tempo gli effetti negativi dello smantellamento progressivo del sistema di accoglienza e integrazione. Chiediamo che le persone migranti, così come ogni persona, vengano trattate e considerate come tali e non come elementi del tessuto produttivo i cui diritti sono subordinati a logiche economiche.

Chiediamo la riforma del processo di attribuzione della cittadinanza, per garantire pari diritti a tuttз lз giovani e giovanissimз natз in Italia che al momento vivono un’assurda e discriminatoria condizione di “cittadinз di serie B”.

La sicurezza è forse il tormentone degli ultimi anni, spesso usato per scaricare verso il basso le tensioni, permettendo così di identificare un nemico e un problema senza mettere in discussione il sistema economico, sociale e politico attuale. Chiediamo pertanto la revoca degli accordi tra Italia e Libia in materia di gestione dei flussi migratori e l’abrogazione dei Decreti Sicurezza che complicano il procedimento per ottenere la cittadinanza e nutrono lo sfruttamento.

Chiediamo politiche di contrasto al cambiamento climatico nello spirito di quanto rivendicato dai movimenti per l’ambiente, come Fridays for Future o ER, nei cui obiettivi ci riconosciamo. Questo si traduce in un impegno maggiore e concreto da parte delle istituzioni locali e nazionali nel prendere provvedimenti di tutela nei confronti del clima e della nostra Terra. Alla luce dell’emergenza che stiamo attraversando, proponiamo un ripensamento delle priorità strategiche del Paese. La grave crisi sanitaria che ha messo in evidenza la carenza di strutture idonee alla garanzia dei diritti di base, come il diritto alla salute, impone di ripartire dallo sviluppo e dalla cura della persona e di ripensare in quest’ottica gli investimenti futuri.

Chiediamo che gli spazi sociali e di fermento culturale vengano protetti e tutelati nell’interesse di chi li vive e dell’intera comunità. Chiudere gli spazi o svenderli al miglior offerente non è mai la soluzione ai problemi di irregolarità specifiche e i metodi di intervento che celano delle “prove di forza” a danno delle persone coinvolte non sono per noi accettabili, nemmeno e soprattutto se possono scatenare reazioni di violenza. Non condividiamo e non ci ritroviamo nella politica della “sicurezza e decoro”, ma guardiamo ad una città libera e resa sicura dalle azioni di riappropriazione degli spazi e della notte, anche attraverso spazi liberati e restituiti alla comunità, alla cittadinanza e al territorio.

L’Italia si colloca in cima alla lista dei paesi col maggior numero di obiettori di coscienza negli ospedali pubblici; l’ingerenza del movimento “provita” nei consultori, così come l’aumento dei casi di obiezione, violenza ostetrica e disinformazione generale su pratiche medico/sanitarie rivolte a donne e alle soggettività LGBTQIA+ rende urgente una richiesta di azioni concrete. Chiediamo la difesa di questa legge a tutela della maternità e l’interruzione di gravidanza volontaria dagli attacchi messi in atto dai rigurgiti di cultura primitiva. La legge 194 non deve essere toccata o messa in pericolo dalle visioni oscurantiste che vedono la donna unicamente in uno schema precostituito di moglie e madre. Vogliamo consultori in grado di promuovere e tutelare il diritto alla salute di tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale o dall’identità di genere. È altresì necessario il pieno accesso, per tuttз, in gratuità e sicurezza, a tutte le tecniche abortive, farmacologiche e non. Attacchi continui alla 194, come quelli apparsi recentemente sui manifesti a Torino e in altre città, sono per noi inaccettabili.

Chiediamo che la regione Piemonte, insieme all’ASL della Città di Torino, mantenga il Centro multidisciplinare per la Salute Sessuale nella attuale sede dell’Oftalmico, evitando un inutile spostamento all’ospedale Amedeo di Savoia, il quale comporterebbe un messaggio potenzialmente stigmatizzante nei confronti delle IST. Chiediamo inoltre una più attenta opera di coordinamento con i consultori del territorio per quanto riguarda la prevenzione generale e la distribuzione gratuita sia di preservativi, sia di assorbenti, garantendo l’accesso libero a tuttз e rispettandone il diritto alla salute.

Dopo il riconoscimento del diritto di stilare le Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari, ancor più dopo la bocciatura del Referendum da parte della Corte Costituzionale, chiediamo l’approvazione di una legge che garantisca allз cittadinз anche il diritto alla libera scelta per quanto riguarda il fine vita, affinché porre fine ad agonie prolungate e ad accanimento terapeutico diventi una possibilità concreta. Questo percorso deve avvenire all’interno di un dibattito sostanzialmente e formalmente laico, che escluda ingerenze e condizionamenti religiosi di ogni genere.

Le persone LGBTQIA+ sono ancora in troppi Paesi del mondo discriminate, perseguitate e uccise, dalla Turchia all’Afghanistan, dalla Russia alla Nigeria. Rivendichiamo il rispetto della dignità e dei diritti delle persone LGBTQIA+ ovunque vivano, e chiediamo alle istituzioni locali, nazionali ed europee di impegnarsi per la loro promozione, sia rifiutando rapporti politici ed economici con i governi nemici delle libertà e dei diritti fondamentali, sia impegnandosi nella creazione di corridoi umanitari che permettano di raggiungere luoghi protetti in piena legalità e sicurezza.

In merito alla recente situazione geopolitica ribadiamo con forza che ogni forma di guerra e violazione dei diritti umani è per noi inaccettabile: sono le persone maggiormente vulnerabili che pagano il prezzo di ogni conflitto, e le persone LGBTQIA+ sono tra queste, in ogni paese coinvolto dalla guerra, e prima ancora nella costruzione di campagne di odio e di disinformazione. Siamo a fianco della comunità LGBTQIA+ Ucrania e Russa, così come siamo a fianco delle comunità coinvolte dai conflitti in ogni parte del mondo. Crediamo che ogni sforzo possibile della comunità internazionale debba tendere al raggiungimento di un cessate il fuoco e all’apertura di tavoli di negoziato.

Il Coordinamento Torino Pride GLBT ha partecipato e condiviso il percorso degli Stati Genderali e ne appoggia la piattaforma programmatica che ne è stata prodotta, la condivide e la allega al presente documento come parte integrante, con l’obiettivo di offrire nei giorni successivi al Pride uno spazio di riflessione e discussione aperta alle persone, ai collettivi, ai movimenti, alle associazioni e alle istituzioni per raccogliere spunti, idee, modifiche, integrazioni al fine di costruire una piattaforma programmatica di movimento.

Chiediamo il superamento delle attuali criticità attraverso il potenziamento delle risorse dedicate presso le strutture della sanità piemontese dedicate a questo compito (criticità legate a ritardi straordinari nella presa in carico e nell’assistenza alle persone trans e gender variant, dall’infanzia/adolescenza fino all’età adulta compresa). Lottiamo per un accesso capillare e di prossimità ai servizi inerenti alla salute delle persone trans che potrebbe essere attuato anche nei consultori. Inoltre rivendichiamo protocolli che abbraccino un approccio affermativo che sia di accompagnamento e non di diagnosi per tutte le persone gender variant o trans.

Chiediamo la tutela al diritto di corretta in/formazione, sensibilizzazione ed educazione, in particolare nelle scuole, affinché l’informazione sia libera da censure e non contribuisca alla discriminazione attraverso la formazione di stereotipi. Chiediamo che l’educazione contribuisca a costruire una società accogliente e in cui la discriminazione venga condannata, anziché incoraggiata come purtroppo sta avvenendo su tutti i palcoscenici sociali, mediatici e politici e la varianza di genere sia colta come occasione di crescita culturale e opportunità per riflessioni e attività sulla diversità, nell’interesse dell’intera comunità scolastica. A tale fine occorre che la misura della carriera alias (ad oggi adottata da molte Università italiane, partendo proprio dall’Università di Torino, e da pochi Istituti scolastici del primo e del secondo ciclo, facendo leva sull’autonomia scolastica loro riconosciuta dalla normativa dall’art. 21, comma 10, legge n. 59/1997 , nonché dall’art. 4, comma 1, DPR n. 275/99 e sui principi di convivenza consapevole, parità, rispetto delle differenze e prevenzione di tutte le forme di discriminazione ribaditi anche dall’art.1, comma 16 della legge Legge 107/2015, c.d. La Buona Scuola e nelle Linee guida Nazionali emanate il 27.10.17del 2017) – sia generalizzata a tutti gli istituti scolastici almeno dalla scuola secondaria in avanti.

Rivendichiamo una nuova legge sull’affermazione di genere. La 164/82, seppur al tempo all’avanguardia, è ormai considerata obsoleta e punitiva, in quanto ha costretto troppe persone trans a sterilizzazioni forzate, diagnosi patologizzanti, stigma (soprattutto nella vita quotidiana e in ambito lavorativo), e l’obbligo di sottoporsi al giudizio da parte dei tribunali per poter accedere al riconoscimento legale del nome di elezione e del genere. Lottiamo perché ogni persona trans, anche piccola, abbia il diritto all’autodeterminazione con consenso informato, come già avviene in altri Stati europei. Anche l’infanzia trans esiste e con le proprie famiglie urla il “diritto ad essere riconosciuta!”

Chiediamo di cessare la pratica delle riassegnazioni chirurgiche del sesso dellз bambinз intersex, natз con genitali non chiaramente ascrivibili alla “mascolinità” o alla “femminilità”, affinché la persona direttamente coinvolta abbia la possibilità di esprimersi autonomamente, al raggiungimento di un’età in cui abbia la facoltà di esercitare appieno il proprio diritto all’autodeterminazione e sia in grado di dare il proprio consenso informato a eventuali trattamenti.

Chiediamo che le coppie costituite da persone dello stesso genere abbiano uguale dignità e i medesimi diritti assicurati alle coppie eterosessuali. La legge italiana favorisce, di fatto, un principio antidemocratico e discriminatorio, non garantendo alle coppie omosessuali l’accesso al matrimonio: chiediamo parità di diritti anche su questo piano, parità ormai tutelata in molti paesi d’Europa e non solo.

Chiediamo che le unioni civili, di tipo diverso rispetto al matrimonio, siano accessibili a tuttз lз cittadinз, e non soltanto alle coppie dello stesso genere in quanto formazioni sociali specifiche con una regolamentazione dedicata come avviene oggi, affinché sia garantito il diritto di scegliere in libertà da quale istituto giuridico ci si senta meglio rappresentatз e tutelatз.

Chiediamo che venga garantita la possibilità di adozione di minori da parte di singolз e coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi ne fa richiesta; anche in questo caso, come già avviene in molti paesi europei e non solo. Ci opponiamo a ogni progetto di legge che intenda minare e peggiorare il sistema dell’affidamento dellз minori.

Ogni movimento sceglie la propria forma di resistenza, per questo vorremmo vivere in una società in cui le forme di protesta e di resistenza non vengano condannate a priori, ridotte a un un problema di ordine pubblico o giudiziario, tacciate di terrorismo o di insubordinazione. Così come il movimento LGBTQUIA+ si riconosce in tutte le sue forme di espressione e non prende le distanze da nessunз, così vorremmo che chi condivide le motivazioni di una resistenza sappia anche rispettare e raccontare correttamente le forme in cui questa resistenza sceglie di agire.

Chiediamo l’abolizione della Legge 40 e la parità di diritti per tuttз nell’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita.

È il momento che in Italia si avvii un dibattito laico e informato sulla Gestazione Per Altrз. Non accetteremo più narrazioni parziali o distorte, ma chiediamo un confronto serio sul tema, scevro da ogni ideologia e strumentalizzazione, o ancor peggio di considerarla come “reato universale”, dimenticando forse che più del 70% di coloro che intraprendono questo percorso sono coppie eterosessuali. Esigiamo che gli ordini professionali intervengano nelle sedi competenti in caso di notizie false o antiscientifiche. Auspichiamo Coordinamento Torino Pride GLBT www.torinopride.it – [email protected] Coordinatore – 349 792 0982 – Segretaria – 347 043 3479 una regolamentazione del fenomeno al fine di tutelare tutte le parti coinvolte come avviene già in Paesi come USA e Canada.

Crediamo sia importante fare nostre le parole di Audre Lorde “Qualsiasi attacco contro le persone Nere è anche una questione lesbica e gay, poichè io e migliaia di altre donne Nere siamo parte della comunità Lesbica. Qualsiasi attacco contro le lesbiche e i gay è anche una questione Nera, perchè migliaia di lesbiche e gay sono Nerз. Non esiste una gerarchia tra oppressioni… io non posso permettermi di lottare soltanto contro una forma di oppressione. Non posso permettermi di credere che essere libera dall’intolleranza sia un diritto di un gruppo in particolare. Lorde, 1983” Il razzismo in Italia, frutto di un passato coloniale mai affrontato e risolto, ancora permea il nostro modo di guardare alla realtà, al passato e al presente. E’ un razzismo sistemico, culturale, istituzionale. Nessunз di noi ne è immune, ed è importante imparare dagli sbagli commessi. Per questo crediamo sia importante riconoscere lo spazio, la visibilità, la parola e il potere che le persone Nere e non bianche rivendicano e costruiscono.

È necessario avviare una riflessione sulla richiesta di una riforma complessiva del diritto di famiglia, con azioni che relativizzino il concetto dominante della coppia e che facilitino l’emersione di una rivendicazione di rapporti di mutua assistenza tra persone. Chiediamo il riconoscimento e la tutela sul piano giuridico delle forme di convivenza e relazione poliamorose e non monogame, che rappresentano una realtà esistente nel seno della comunità LGBTQIA+ e non solo. Tale riconoscimento deve mirare sia a garantire l’esercizio di diritti civili da parte dellз componenti delle relazioni non monogame nei confronti dellз partner, sia la loro piena dignità sociale quali forme di solidarietà e affetto di tipo familiare.

Chiediamo rispetto, libertà, dignità e sicurezza per lз lavoratorз, e leggi che non favoriscano la precarizzazione del mercato del lavoro. Rivendichiamo, inoltre, l’affermazione di un welfare universale.

Chiediamo il riconoscimento dei diritti sessuali delle persone con disabilità e della figura dell’assistente sessuale.

Aderiscono al documento politico del Torino Pride

Tutte le associazioni del Coordinamento Torino Pride, Run Unito, Run Polito, GE Avio SRL, FraLeNubi, UAAR – Circolo di Torino, CGIL Torino, Europa Verde – Verdi Piemonte, Comitato Unico Garanzia Università di Torino, Unione degli Universitari Torino, Associazione radicale Adelaide Aglietta, Unione dei giovani di sinistra Piemonte, Sinistra Italiana Torino, Senzafronzoli, Genau, Qimanji, Libere Gabbie APS, MoVimento 5 stelle Torino, APS Q35, LGBT Sordi Piemonte, Qoro, AMREF, Partito Democratico di Torino, Hexfluid, Slow Coma, Sinistra Ecologista Torino, CNGEI Scout Laici Sezione di Torino, MAIS (Movimento per l’Autosviluppo, l’Interscambio e la Solidarietà), Ortika Odv, Articolo Uno Torino, AICS Torino APS, Giovani Democratici Federazione Torino, Arcobaleno Aids ODV, Movimento dei Cerini APS.

I gadget del Pride

Cerca i nostri banchetti negli eventi della città, nelle serate LGBTQIA+ friendly e al Salone del Libro. Lǝ nostroǝ volontariǝ saranno felici di darti informazioni sul Pride. Prendi un gadget e effettua una piccola donazione per sostenere il Pride! Troverai i gadget al concentramento della parata sabato 28 giugno. Cercaci al banchetto!

Per info su date e banchetti o per diventare volontariǝ scrivi a [email protected].

Gli eventi principali

Dal 26 aprile al 1 Maggio 2022
Cinema Massimo Torino

Il Torino Pride partecipa con un premio per celebrare il film, tra quelli selezionati, che meglio esprima il passaggio di senso tra generazioni diverse, pronte ad accogliere le nuove istanze identitarie.

8 maggio 2022 h 11:00
piazza Carlo Alberto

Ritorna la tanto attesa Festa delle Famiglie!
Domenica 8 Maggio vieni a festeggiare con noi!
L’uguaglianza familare è un affare di tuttз!

Dal 19 al 23 Maggio 2022
Lingotto

Come da tradizione degli ultimi anni, il Torino Pride parteciperà al Salone del Libro di Torino con uno stand dedicato all’interno del quale ospiterà una selezione di libri a tematica LGBTQIA+ e dei Diritti.

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