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28° Annual General Meeting EPOA

Torino, 23-26 settembre 2021

Torino ospiterà, dal 23 al 26 settembre 2021, la conferenza annuale dell’European Pride Organizers Association (EPOA). Torino è stata ufficialmente scelta il 4 ottobre 2020 e la candidatura è stata voluta, coordinata e gestita dal Coordinamento Torino Pride, in accordo con la Regione Piemonte e con la Città di Torino e con i coordinamenti Pride di Roma, Milano, Perugia, Varese, Padova, Cagliari e Pavia. Torino era in competizione con Lisbona è stata scelta con il 64% dei voti.

 

European Pride Organisers

La conferenza annuale di EPOA è il network europeo che coinvolge le principali realtà europee nel campo dell’organizzazione dei Pride. EPOA è stata fondata nel 1991 a Londra su iniziativa degli organizzatori dei Pride di Amsterdam, Berlino e Londra e, da quell’anno, è cresciuta costantemente fino a raccogliere le adesioni di oltre 90 organizzazioni attive in più di 30 paesi UE. Dal 1991 ad oggi, la conferenza annuale di EPOA è stata organizzata nelle più importanti città e capitali europee e non si è mai svolta in Italia.

Annual General Meeting

L’AGM si configura come un momento fondamentale di condivisione di esperienze e competenze tra le organizzazioni europee, nonché un’occasione di formazione che prevede seminari e incontri finalizzati alla promozione delle buone pratiche di inclusione e non discriminazione per le persone LGBTQ+, sia come momenti di celebrazione che come manifestazioni vitali per il riconoscimento dei diritti umani.

Il programma

Quattro giornate dense di conferenze, plenarie, workshop e speech che coinvolgeranno persone da tutti i paesi.

La location

Una location d’eccezione nel cuore di Torino accoglierà il 28° AGM Epoa: Allegroitalia Golden Palace in Via dell’Arcivescovado 18, Torino.

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Diritti LGBTQI+ Italia

Nella mappa di ILGA (l’organizzazione internazionale non governativa che riunisce 422 realtà LGBTQI di 45 paesi europei), su 49 paesi esaminati, l’Italia è al 35° posto. Nel 2020, nel 49% degli Stati oggetto della ricerca, ILGA registra che non ci sono stati sostanziali miglioramenti.

Nel frattempo, il COVID-19 ha colpito i segmenti più vulnerabili della popolazione ed è stato utilizzato da alcuni governi come alibi per non imprimere un’ accelerazione alle politiche di inclusione e allargamento dei diritti.

Il 76% dei cittadini europei crede che le persone LGBTQ+ dovrebbero avere gli stessi diritti degli eterosessuali, anche se la media varia ampiamente tra i diversi stati. In Italia solo il 68% degli italiani intervistati si è detto a favore di questo, quindi, ben sotto ben al di sotto della media Europea.

Uno dei problemi principali dell’Italia è la totale assenza di una legge contro l’omo-bi-transfobia che, attualmente è stata approvata alla Camera ed è in attesa di essere discussa al Senato.

Nel 2013, un sondaggio ha evidenziato che l’Italia è la seconda nazione in Europa in relazione al linguaggio discriminatorio usato dalla classe politica. Solo in Lituania la situazione è ancora più critica. Il caso della Polonia è stato recentemente al centro del dibattito mediatico ma un atteggiamento anti-LGBTQ+ da parte della politica e dei leader religiosi risulta drammatico in 18 Paesi europei e dell’Asia centrale.

L’attuale contesto politico, con la crescita dei populismi, ha portato a una sempre crescente chiusura verso i diritti delle famiglie arcobaleno in molti Paesi, fra cui l’Italia dove, al momento, le unioni civili costituiscono l’unico diritto riconosciuto su un elenco di 11 voci redatto da ILGA Europe.

L’Italia resta indietro anche per i diritti delle persone transgender: a differenza di quanto accade nella maggior parte degli stati dell’Europa Occidentale, nel nostro Paese ci sono ancora restrizioni legate all’autodeterminazione delle persone trans che, negli ultimi anni stanno vivendo una continua emergenza legata al difficile reperimento dei farmaci per la transizione. In Italia, inoltre, il cambio di nome per chi intende avviare il processo di transizione dipende dall’intervento dell’autorità giudiziaria.

Nel febbraio 2020, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sui diritti delle persone intersessuali, in relazione alle continue violazioni dei diritti umani che devono affrontare oggi in Europa. In molte parti del mondo – Italia compresa – la “correzione sessuale” dei bambini intersessuali è ancora una pratica in uso. I medici possono decidere quale sesso sia il più adeguato per i bambini e le bambine e utilizzare la chirurgia per definirlo. Questa pratica può essere paragonata a una vera mutilazione genitale. La Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti del Bambino ha raccomandato all’Italia di adottare un protocollo che interrompa questo abuso fisico.

La discriminazione diventa ancora più dura per le persone LGBTQ+ che sono anche portatori di handicap, anziani, senzatetto, HIV+ o che appartengono alle minoranze etniche che vivono nel nostro Paese.

CONFERENZA LGBTQI+ DEL MEDITERRANEO

23 settembre 2021

Sebbene tutti i 54 stati africani abbiano firmato il Dichiarazione universale sui Diritti Umani, il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Carta africana dei Diritti Umani, questi trattati internazionali non si sono tradotti in azioni pratiche di tutela dei diritti umani per le persone LBGTQ+.

In particolare, l’omosessualità è considerata illegale in diversi Paesi tra quelli che si affacciano sul Mar Mediterraneo. In Egitto l’omosessualità non è criminalizzata dalla legge ma lo è de facto mentre mentre in altri paesi è un reato punito con la prigione. In Mauritania, Sudan e Nigeria settentrionale le persone LGBTQ+ rischiano anche la pena di morte.

In Eritrea e Sud Sudan le persone LGBTQ+ possono affrontare condanne da 7 a 10 anni e in Libia e in Camerun (dove sono previste anche sanzioni economiche) rischiano la detenzione fino a 5 anni. In Marocco e in Tunisia la detenzione è fino a 3 anni, mentre in Algeria e Ciad il reato è punito con 2 anni di prigione.

Da qualche anno la comunità LGBTQ+ italiana ed europea si interroga su come accogliere al meglio i migranti LGBTQ+ provenienti dal mar Mediterraneo. Oggi, le associazioni hanno a che fare con leggi diverse in ogni Paese con la sempre più urgente necessità di aprire un reale tavolo di confronto sull’argomento: questo è lo scopo della Conferenza a cui interverranno anche attivisti africani portando la propria testimonianza.

Come raggiungerci

Da Aeroporto Internazionale di Torino: a 16 km dal centro di Torino e collegato con il servizio bus e ferroviario ogni mezz’ora con 19 minuti di percorrenza.

Da Aeroporto Internazionale di Malpensa: il più grande del sud Europa, con circa 1000 destinazioni, a circa 100 km da Torino e a breve collegato con una nuova linea ferroviaria con meno di un’ora di percorrenza.

In treno: Torino è molto ben collegata con il sistema ferroviario nazionale e quelli dei paesi vicini. Le linee ad alta velocità sono sia quelle nazionali che internazionali, come Frecciarossa, Italo e la francese TGV a soli 2,5 ore da Lione e 5 ore da Parigi.

Trasporto pubblico cittadino

Tutti i membri dell’EPOA AGM saranno provvisti di una City Card gratuita della validità di 3 giorni che garantirà accesso a tutto il sistema del trasporto pubblico urbano.

La linea metro collega i quartieri periferici al centro di Torino. Gli interscambi con le linee di terra sono ottimizzate per garantire un servizio di trasporto pubblico eccellente. Torino è smart, una città verde e offre servizi di bike sharing: [TO]Bike, accessibile 24/7 con più di 140 stalli, e Mobike.

Partner e sponsor

Come per i Pride e le altre attività, anche l’AGM 2021 ha proprio nel concetto di visibilità il suo principio ispiratore ed è un evento dalla fortissima eco mediatica. Un ringraziamento va ai vari partner pubblici e privati che sostengono e promuovono l’iniziativa.