Stampa

Proiezione dibattito "Più buio di mezzanotte"

on Mercoledì, 18 Giugno 2014 15:08.

Arci Torino, Coordinamento Torino Pride Arcigay Torino e Maurice glbtq
in occasione del Torino Pride 2014 -
La diversità è un diritto, l'uguaglianza è un dovere
organizzano:
Un evento speciale: la proiezione del film, ancora nelle sale:

Più buio di mezzanotte  (S. Riso, 94', Italia 2014)
Segue discussione sul film e sui temi del Torino Pride del 28 giugno.

Venerdì 27 giugno 2014, ore 20.30
Arcipelago Centro – Cap
(corso Palestro, 3 – Torino)

L'opera prima di Sebastiano Riso, Più buio di mezzanotte, è la storia di un adolescente catanese nel suo percorso di emancipazione e autonomia dalla famiglia d'origine, liberamente ispirato alla adolescenza di Davide Cordova “Fuxia”, storico co-fondatore del locale romano Mucca Assassina, e presentato al Festival di Cannes 2014.

Sinossi del film: Davide vive a Catania, ha quattordici anni e tanta voglia di cantare. A impedirlo è un padre incapace di affrontare la sua adolescenza e di comprendere la sua natura. Perché Davide ama i ragazzi, porta lunghi capelli rossi e arde dal desiderio di calcare il palcoscenico della vita. Figlio di un padre ostile e di una madre amorevole ma incapace di proteggerlo dalla collera del marito, Davide fugge di casa e trova rifugio a Villa Bellini, un parco di anime perdute che cercano disperatamente il loro posto nel mondo. Accolto e amato finalmente per quello che è, Davide sembra ritrovare fiducia, provando a capire quello che vuole veramente e quello che non vorrà mai. Ma il buio, cupo e profondo, vincerà la sua luce, costringendolo a cedere, a scegliere, a urlare.

Dopo la proiezione, segue dibattito a partire dagli interventi di:
Donata Prosio e Maurizio Nicolazzo, Coordinamento Torino Pride
Ugo Zamburru/Filippo Vincenzino, ARCI Torino
Erberto Rebora, Maurice glbtq
Marco Giusta, Arcigay

Stampa

Torino Pride 2014

on Martedì, 13 Maggio 2014 16:32.

 

Abbiamo scelto di allestire il carro del Coordinamento Torino Pride glbt, quello di apertura corteo,  con delle carte d'identità formato 70*100 apportanti il  marchio "RESPINTO" su nome, cittadinanza e stato civile per rappresentare lo stridente contrasto tra una cittadinanza come la vorremmo e quella che invece riceviamo.
Le persone gay, lesbiche, transessuali, nate o non nate in Italia, hanno spesso un "problema" con la loro carta d'identità: questa non le rappresenta, falsifica il loro reale stato, la loro concreta condizione.
Magari convivono da anni con un compagno o con una compagna dello stesso sesso, eppure figurano come "libere" o "celibi", o "nubili". Evidentemente non c'è spazio per poter dichiarare che queste persone hanno un vincolo affettivo, questo spazio non viene pubblicamente riconosciuto; al massimo è una cosa privata. Le persone transessuali/transgender, inoltre, non hanno spesso nemmeno il piacere, e il diritto, di vedere riconosciuto il loro nome, e il loro genere sulla carta d'identità. Quello che si ritrovano tra le mani è un nome e un genere che è stato loro assegnato al momento della nascita. Le cose sono poi andate diversamente, è la vita! Ma allora perché non ammetterlo, perché non accettarlo, riconoscerlo? Più precisamente vorremmo sottolineare le falle della legge 164/1982 (che regolamenta il cambio di sesso), in specie l'impossibilità delle persone trans a scegliere il nome e il sesso in assenza della riattribuzione chirurgica genitale, ricordando a tal proposito che al Senato si dovrebbe discutere il DDL 405 che proprio ciò dovrebbe regolare e porre inoltre delle limitazioni agli interventi sui genitali di bimbi e bimbe con forme di intersessualità identificabili alla nascita;
E poi, perché non includere nella cittadinanza anche chi è cresciuto/a e magari anche nato/a in Italia, perché non riconoscere nuovi cittadini e cittadine?
Contro la logica di "respingimento" degli affetti, delle identità di genere, delle nuove cittadinanze, noi vi mostriamo le nostre carte d'identità, così come le vorremmo.

SINTESI DOCUMENTO POLITICO TORINO PRIDE – 28 giugno 2014
la diversità è un diritto
l'uguaglianza è un dovere

La “rivolta di Stonewall” vide una serie di violenti scontri fra la comunità omosessuale e la polizia a New York, culminati il 28 giugno 1969 a seguito dell’ennesima irruzione violenta e immotivata della polizia in un bar gay in Christopher Street (nel Greenwich Village) chiamato Stonewall Inn. Stonewall è considerato dal punto di vista simbolico il momento della nascita del movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e trans moderno in tutto il mondo e il 28 giugno è stato scelto come data della “Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT” o “LGBT Pride”. Quest’anno nella ricorrenza dei 45 anni dalla “rivolta di Stonewall” abbiamo voluto dare ancora più forza alle nostre rivendicazioni con un “onda pride” che attraverserà tutta l’Italia.

La nostra richiesta è d'investire nella sensibilizzazione, in/formazione ed educazione sulle tematiche LGBTTIQ, allo scopo di costruire una società più accogliente e meno discriminante, favorendo il superamento di stereotipi e pregiudizi, in modo che alla persona sia garantito un armonioso ed equilibrato sviluppo rispetto al proprio orientamento sessuale, identità di genere e alle scelte di vita a questi elementi connesse. Nel Pride, che è al tempo stesso commemorazione e occasione di festa, rivendichiamo nello specifico alcune azioni concrete:

l’estensione della legge Mancino ai reati di OMOFOBIA, LESBOFOBIA E TRANSFOBIA;
la revisione della legge 164/82 sul CAMBIO DI GENERE SESSUALE, per il riconoscimento del sesso desiderato nei propri documenti di identità, indipendentemente dagli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale;
la DEPATOLOGIZZAZIONE DELLA TRANSESSUALITA’ con la cancellazione dal DSM della transessualità in quanto malattia psichiatrica;
che si fermino le ri-assegnazioni chirurgiche del sesso per le persone INTERSESSUALI fino a che la persona non abbia la facoltà di esprimersi in merito e non sia in grado di dare il proprio consenso informato ad eventuali trattamenti;
il MATRIMONIO per le coppie gay e lesbiche;
le UNIONI CIVILI accessibili a tutte le persone che vogliano scegliere liberamente quale istituto giuridico meglio le rappresenti e tuteli;
la tutela al diritto di corretta formazione ed informazioni senza atti di censura o discriminazioni volti a creare una cultura di vero riconoscimento di ogni espressione libera della persona, anche al fine di favorire il contrasto e il superamento delle varie forme di bullismo, in specie di quello omolesbotransfobico;
le ADOZIONI di minori per i singoli, le singole e le coppie, indipendentemente dall'orientamento sessuale dei/lle richiedenti"
il RICONOSCIMENTO DEL GENITORE NON BIOLOGICO nelle coppie gay e lesbiche che procreano;
l’abolizione della legge 40 sulla PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA;
una LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO che riconosca ai cittadini il diritto alla libera scelta sul proprio fine vita.

Stampa

Iniziamo a festeggiarci

on Lunedì, 12 Maggio 2014 21:49.

Manca poco al Nostro Torino Pride 2014.
Questa sarà l'occasione per conoscere i favolosi volontari e le favolose volontarie del Torino Pride che avete incrociato negli innumerevoli banchetti sparsi per la città e tutto il Coordinamento Torino Pride LGBT!

Venerdì 20 giugno 2014
ore 19.30
Birrificio Metzger
Via Bogetto, 4/g

Il costo dell'aperitivo è di 8€. Siete tutti e tutte invitati!
Il Nostro Pride è tutti giorni!

Stampa

Serata "Stop Omofobia" a Nichelino

on Giovedì, 08 Maggio 2014 13:33.

Stampa

Manifestazione "Io decido"

on Mercoledì, 26 Febbraio 2014 14:29.

8 marzo 2014

ore 14.30

piazza Vittorio Veneto

 

Da tempo assistiamo a gravi attacchi alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo e sulla propria sessualità. È recente, in Spagna, la proposta di legge del governo del partito popolare conservatore di Rajoy che, oltre a riaffermare l’obiezione di coscienza per tutto il personale medico, introduce drastiche limitazioni alla possibilità di interrompere la gravidanza, attribuisce l’esclusiva decisione ai medici e riporta l’aborto a essere un reato.
Nella stessa direzione si colloca la bocciatura da parte del Parlamento europeo della risoluzione Estrela, che intendeva impegnare gli Stati della UE a mettere al centro delle proprie politiche sociali i diritti sessuali, la lotta alle discriminazioni basate su genere e orientamento sessuale e l’autonomia di scelta delle donne.
Anche in Grecia, fra le pesanti limitazioni del welfare dovute alle politiche di austerity, l'interruzione volontaria di gravidanza é stata eliminata dalle prestazioni gratuite e garantite dal sistema sanitario nazionale.
L'ovvia conseguenza di queste limitazioni e privazioni sarà l'aumento degli aborti clandestini, ai quali saranno maggiormente esposte le donne migranti.

Autodeterminazione è un aborto libero e sicuro

In Italia la legge 194, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza, rischia sempre di più di non essere applicata dal momento che 7 medici su 10 sono obiettori di coscienza.

In Piemonte, cosi come in altre regioni, i movimenti antiabortisti, con il sostegno della Giunta regionale Cota, si fanno strada all'interno di consultori, ospedali pubblici e, recentemente, anche nei luoghi della formazione, trasformandoli in luoghi di predica e propaganda.
La nostra regione, come il Lazio, il Veneto e la Lombardia, è stata usata come “banco di prova” nella prospettiva di ridefinire la legislazione nazionale in materia di interruzione volontaria di gravidanza.

Questa tendenza è conseguenza di una strategia politica che ripudia il principio di laicità dello stato e mira a ridurre gli spazi di autonomia e libera scelta di poter vivere liberamente la propria sessualità, non solo delle donne ma di tutt*.
Autodeterminazione è poter vivere liberamente la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere a prescindere dal sesso biologico

Invece di limitare la libertà di scelta, costruiamo percorsi di consapevolezza e liberazione, quali la prevenzione, la contraccezione, la valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole.

Autodeterminazione è consapevolezza
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita

Invece di limitare la libertà di scelta, creiamo una società che includa le donne e le metta in condizioni di poter scegliere davvero. Bisogna spogliarsi delle ipocrisie e dare delle risposte concrete per migliorare le condizioni materiali di vita delle donne: garantire un welfare e un lavoro che consenta loro di essere indipendenti, un sistema di tutele sul lavoro che permetta alle donne che lo scelgono di essere madri.

Autodeterminazione è scegliere di essere madre

Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che ci unisca tutte a difesa del principio di autodeterminazione.
Sul corpo delle donne, decidono le donne!

DI SOTTO L'APPELLO SPECIFICO SOTTOSCRITTO DAL CTP INSIEME AD ALTRE REALTÀ TORINESI 

WOMENAREUROPE
“PER UN'ALTRA EUROPA, LAICA E DEI DIRITTI”

Le prossime elezioni per il Parlamento Europeo saranno un’importante occasione per scegliere, secondo il principio della democrazia paritaria, le donne e gli uomini che decideranno le politiche europee per i prossimi anni.
Infatti l’Europa non è un’entità lontana, bensì incide sulla nostra vita quotidiana. Oggi le politiche economiche e finanziarie dell’Europa, basate sull’austerità e sul cosiddetto “rigore”, invece di essere la cura per la crisi economica europea, ne costituiscono invece spesso la causa primaria e causano disoccupazione, taglio dello stato sociale e impoverimento delle popolazioni a vantaggio delle istituzioni bancarie e della finanza speculativa.
Occorre assolutamente una svolta, per costruire un’altra Europa dei popoli, laica e dei diritti per tutti, uomini e donne. Per queste ragioni manifestiamo l’8 MARZO, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, perché il sogno di un’altra Europa diventi realtà.

Le parole chiave per le quali saremo in piazza l’8 Marzo sono: LIBERTA’, DEMOCRAZIA, STATO DI DIRITTO, UNIVERSALITA’ DEI DIRITTI,  AUTODETERMINAZIONE, SESSUALITA’ CONSAPEVOLE, CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE E DI ORIENTAMENTO SESSUALE, WELFARE-LAVORO-STATO SOCIALE

Sulla base di questi principi fondanti, rivendichiamo:

difesa della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, per l’aborto libero, sicuro e garantito
libertà di accesso all’aborto farmacologico (pillola RU486)
libertà di accesso alla sterilizzazione volontaria
libertà di accesso alla contraccezione, anche a quella d’emergenza (pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo, anche da parte delle minorenni)
maternità responsabile e consapevole
insegnamento curriculare di educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado
riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (sia di persone dello stesso sesso, che di sesso diverso)
libertà di accesso al matrimonio egualitario per le coppie dello stesso sesso (costituite da donne o uomini)
libertà di accesso alla fecondazione assistita (per tutte le coppie, sposate e conviventi e anche per le donne singole, di qualsiasi orientamento sessuale)
divorzio breve
libertà di adozione di minori da parte delle coppie conviventi (composte da persone della stesso sesso o di sesso diverso) e anche da parte delle donne single
lotta contro le mutilazioni genitali femminili (infibulazione, clitoridectomia ed escissione delle piccole e grandi labbra)
lotta contro la violenza sulle donne, contro il femminicidio, contro l’omolesbotransfobia, contro qualsiasi discriminazione basata sull’odio
lotta conta la tratta delle donne migranti e degli esseri umani di qualsiasi nazionalità e contro la loro riduzione in schiavitù
lotta contro la prostituzione coatta e le organizzazione criminali che la gestiscono 
diritto alla casa
diritto al lavoro dignitoso
sostegno adeguato al reddito delle persone disoccupate (salario di cittadinanza)
sostegno alla scuola pubblica di ogni ordine e grado (a partire da quella dell’infanzia, aperta e assicurata a tutte le famiglie che ne facciano richiesta)
politiche attive di sostegno alla maternità e alla paternità
democrazia paritaria nelle istituzioni, nelle forze politiche, nei sindacati, nelle associazioni
incentivo all’accesso delle donne nei posti di lavoro, nelle professioni, nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche e private

8 MARZO: perché dalla “Festa” delle donne parta una nuova stagione di conquista di libertà per tutte e per ciascuna e per l’intera società

lgbt torino