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Manifestazione "Io decido"

on Mercoledì, 26 Febbraio 2014 14:29.

8 marzo 2014

ore 14.30

piazza Vittorio Veneto

 

Da tempo assistiamo a gravi attacchi alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo e sulla propria sessualità. È recente, in Spagna, la proposta di legge del governo del partito popolare conservatore di Rajoy che, oltre a riaffermare l’obiezione di coscienza per tutto il personale medico, introduce drastiche limitazioni alla possibilità di interrompere la gravidanza, attribuisce l’esclusiva decisione ai medici e riporta l’aborto a essere un reato.
Nella stessa direzione si colloca la bocciatura da parte del Parlamento europeo della risoluzione Estrela, che intendeva impegnare gli Stati della UE a mettere al centro delle proprie politiche sociali i diritti sessuali, la lotta alle discriminazioni basate su genere e orientamento sessuale e l’autonomia di scelta delle donne.
Anche in Grecia, fra le pesanti limitazioni del welfare dovute alle politiche di austerity, l'interruzione volontaria di gravidanza é stata eliminata dalle prestazioni gratuite e garantite dal sistema sanitario nazionale.
L'ovvia conseguenza di queste limitazioni e privazioni sarà l'aumento degli aborti clandestini, ai quali saranno maggiormente esposte le donne migranti.

Autodeterminazione è un aborto libero e sicuro

In Italia la legge 194, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza, rischia sempre di più di non essere applicata dal momento che 7 medici su 10 sono obiettori di coscienza.

In Piemonte, cosi come in altre regioni, i movimenti antiabortisti, con il sostegno della Giunta regionale Cota, si fanno strada all'interno di consultori, ospedali pubblici e, recentemente, anche nei luoghi della formazione, trasformandoli in luoghi di predica e propaganda.
La nostra regione, come il Lazio, il Veneto e la Lombardia, è stata usata come “banco di prova” nella prospettiva di ridefinire la legislazione nazionale in materia di interruzione volontaria di gravidanza.

Questa tendenza è conseguenza di una strategia politica che ripudia il principio di laicità dello stato e mira a ridurre gli spazi di autonomia e libera scelta di poter vivere liberamente la propria sessualità, non solo delle donne ma di tutt*.
Autodeterminazione è poter vivere liberamente la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere a prescindere dal sesso biologico

Invece di limitare la libertà di scelta, costruiamo percorsi di consapevolezza e liberazione, quali la prevenzione, la contraccezione, la valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole.

Autodeterminazione è consapevolezza
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita

Invece di limitare la libertà di scelta, creiamo una società che includa le donne e le metta in condizioni di poter scegliere davvero. Bisogna spogliarsi delle ipocrisie e dare delle risposte concrete per migliorare le condizioni materiali di vita delle donne: garantire un welfare e un lavoro che consenta loro di essere indipendenti, un sistema di tutele sul lavoro che permetta alle donne che lo scelgono di essere madri.

Autodeterminazione è scegliere di essere madre

Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che ci unisca tutte a difesa del principio di autodeterminazione.
Sul corpo delle donne, decidono le donne!

DI SOTTO L'APPELLO SPECIFICO SOTTOSCRITTO DAL CTP INSIEME AD ALTRE REALTÀ TORINESI 

WOMENAREUROPE
“PER UN'ALTRA EUROPA, LAICA E DEI DIRITTI”

Le prossime elezioni per il Parlamento Europeo saranno un’importante occasione per scegliere, secondo il principio della democrazia paritaria, le donne e gli uomini che decideranno le politiche europee per i prossimi anni.
Infatti l’Europa non è un’entità lontana, bensì incide sulla nostra vita quotidiana. Oggi le politiche economiche e finanziarie dell’Europa, basate sull’austerità e sul cosiddetto “rigore”, invece di essere la cura per la crisi economica europea, ne costituiscono invece spesso la causa primaria e causano disoccupazione, taglio dello stato sociale e impoverimento delle popolazioni a vantaggio delle istituzioni bancarie e della finanza speculativa.
Occorre assolutamente una svolta, per costruire un’altra Europa dei popoli, laica e dei diritti per tutti, uomini e donne. Per queste ragioni manifestiamo l’8 MARZO, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, perché il sogno di un’altra Europa diventi realtà.

Le parole chiave per le quali saremo in piazza l’8 Marzo sono: LIBERTA’, DEMOCRAZIA, STATO DI DIRITTO, UNIVERSALITA’ DEI DIRITTI,  AUTODETERMINAZIONE, SESSUALITA’ CONSAPEVOLE, CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE E DI ORIENTAMENTO SESSUALE, WELFARE-LAVORO-STATO SOCIALE

Sulla base di questi principi fondanti, rivendichiamo:

difesa della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, per l’aborto libero, sicuro e garantito
libertà di accesso all’aborto farmacologico (pillola RU486)
libertà di accesso alla sterilizzazione volontaria
libertà di accesso alla contraccezione, anche a quella d’emergenza (pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo, anche da parte delle minorenni)
maternità responsabile e consapevole
insegnamento curriculare di educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado
riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (sia di persone dello stesso sesso, che di sesso diverso)
libertà di accesso al matrimonio egualitario per le coppie dello stesso sesso (costituite da donne o uomini)
libertà di accesso alla fecondazione assistita (per tutte le coppie, sposate e conviventi e anche per le donne singole, di qualsiasi orientamento sessuale)
divorzio breve
libertà di adozione di minori da parte delle coppie conviventi (composte da persone della stesso sesso o di sesso diverso) e anche da parte delle donne single
lotta contro le mutilazioni genitali femminili (infibulazione, clitoridectomia ed escissione delle piccole e grandi labbra)
lotta contro la violenza sulle donne, contro il femminicidio, contro l’omolesbotransfobia, contro qualsiasi discriminazione basata sull’odio
lotta conta la tratta delle donne migranti e degli esseri umani di qualsiasi nazionalità e contro la loro riduzione in schiavitù
lotta contro la prostituzione coatta e le organizzazione criminali che la gestiscono 
diritto alla casa
diritto al lavoro dignitoso
sostegno adeguato al reddito delle persone disoccupate (salario di cittadinanza)
sostegno alla scuola pubblica di ogni ordine e grado (a partire da quella dell’infanzia, aperta e assicurata a tutte le famiglie che ne facciano richiesta)
politiche attive di sostegno alla maternità e alla paternità
democrazia paritaria nelle istituzioni, nelle forze politiche, nei sindacati, nelle associazioni
incentivo all’accesso delle donne nei posti di lavoro, nelle professioni, nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche e private

8 MARZO: perché dalla “Festa” delle donne parta una nuova stagione di conquista di libertà per tutte e per ciascuna e per l’intera società

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Report incontro 8-9 febbraio 2014

on Giovedì, 20 Febbraio 2014 17:14.

 Il presente documento è una sintesi di quanto emerso nell’incontro svolto a Torino e non ha validità operativa/esecutiva ma è da intendersi come memoria di sintesi di quanto emerso

Obiettivi:

L'idea di convocare un incontro a Torino nasce ed ha come obiettivo il desiderio di continuare a tentare forme di confronto tra le diverse realtà che fanno parte di questo nostro variegato movimento tenendo conto, appunto, di tutte le nostre voci e di tutte le nostre differenze. Il focus sarà quindi espressamente su ciò che ci può unire, anche considerando le nostre differenze e specificità, non ciò che ci può dividere.

Il tema principale proposto dal Coordinamento Torino Pride GLBT, anche proprio a partire dalla specificità di questa realtà, viva e operante da oltre 15 anni sul territorio torinese, è il tentativo di trovare una modalità condivisa, di un percorso che possa provare non tanto a mantenere gli occhi in una stessa direzione, sapendo che vi sono profonde ed importanti differenza tra di noi circa obiettivi, metodi, strumenti, visioni associative e politiche, quanto piuttosto a costruire una cornice di confronto che "riduca e contenga" la conflittualità in favore di una visione più collaborativa o almeno di rispetto reciproco.

Partecipant@

  • Agedo
  • Anddos
  • Arcigay Torino
  • ArciLesbica
  • Centro Risorse LGBTI
  • Associazione radicale Certi Diritti
  • Cigl - Nuovi Diritti
  • Circolo Pink
  • Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
  • Arcigay
  • Coordinamento Arcobaleno di Milano e Provincia
  • Cassero
  • Coordinamento Campania Rainbow
  • Coordinamento Torino Pride glbt
  • Famiglie Arcobaleno
  • Arcigay Vercelli
  • Fuoricampo Lesbian Group - Bologna
  • ComunicAttive
  • Arcigay Bari
  • Gatto Nero
  • Gaynet
  • Arcigay Pesaro/Urbino
  • I-Ken Campania – Napoli e Avellino
  • Intersexioni
  • Collettivo Altereva
  • Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
  • Maurice GLBTQ
  • MIT - Movimento di Identità Transessuale
  • NovarArcobaleno
  • Polis Aperta
  • Quore
  • Renzo e Lucio
(Lecco)
  • Arcigay Napoli
  • RGR - rete genitori rainbow
  • Associazione Libellula
  • Meladailabrianza

Agenda dei lavori

Sabato 08 febbraio

Domenica 09 febbraio

ore 10.00 registrazione partecipant@

ore 10.30 inizio lavori - presentazione di scenario

 

Rete RE.A.DY

Centro Risorse LGBTI

video interventi ILGA Europe, Coordinamento/Federazione Spagna e Irlanda

 

ore 14.45 intervento di Stuart Milk

ore 15.00 avvio dei gruppi di lavoro

ore 17.30 plenaria e restituzioni lavori gruppi

ore 19.00 conclusione dei Lavori

ore 10.30 ripresa dei lavori

 

interventi di analisi di quanto emerso

interventi di proposte operative

 

 

ore 14.30 conclusione dei Lavori

 

Metodologia nei Gruppi di lavoro

È stata privilegiata la soluzione di dividersi in gruppi per consentire la massima partecipazione e spazio di intervento. La presenza di un facilitatore aveva l’unico scopo di favorire l’interazione e il presidio dei tempi di lavoro.

A tutti i gruppi si è chiesto di lavorare sulle medesime domande:

1. Come vengono viste nei diversi gruppi l'interazione del Movimento Italiano LGBT?

2. Come mai le vedete così?

3. Cosa possiamo fare insieme per superare questa situazione?

All’interno di ogni gruppo è stata prevista la figura del facilitatore con l’unico compito di favorire l’interazione e il dialogo nel rispetto delle individualità, dei contenuti degli interventi, dell’ascolto reciproco senza pregiudizio o interpretazioni e dei tempi.

Output dei Gruppi di lavoro

1. Come vengono viste nei diversi gruppi l'interazione del Movimento Italiano LGBT?

- Emerge un visione di poca coalizione e l’esigenza di ampliare il dialogo e la conoscenza di tutte le realtà associative (viene sottolineato “grandi” e “piccole”, nazionali e locali)
- Stanchezza per la mancanza del raggiungimento dei risultati
- Inseguimento dei risultati al ribasso
- A oggi la visibilità delle azioni è maggiore però senza risultati si crea frustrazione

2. Come mai le vedete così?

- Problemi di personalismi (DIVISMO che crea DIVISIONISMO)
- Specificità delle persone che hanno diversi bisogni a cui rispondono diverse associazioni che rimangono isolate
- Mancanza LUOGHI FISICI di incontri
- Ricambio GENERAZIONALE (serve continuità e cambiamento)
- Internet (quantità eccessiva di mail e tecnologia) sostituisce o annulla il dialogo

3. Cosa possiamo fare insieme per superare questa situazione?

- Incontri sia reali che virtuali
- Approfondire la conoscenza delle realtà comprendendo bisogni specifici individuando (pochi) obiettivi comuni (NB tenendo conto delle specificità associative / ricadute)
- Costruire dialogo STRUTTURATO e CADENZATO
- Riconoscere insieme le battaglie prioritarie (3-4 obiettivi comuni) permettendo alle associazioni di interiorizzarle
- Comprendere che un diritto in più è un diritto comunque per tutti e tutte
- Dotarsi anche di una PIATTAFORMA strutturata e tecnologicamente attuale per condividere anche in virtuale le interazioni
- Creazione di un Organismo Nazionale creato attraverso basi regionali, che abbia un "Programma di Governo"
- Risolvere il problema delle mailing list (aggiornamento, integrazioni eventuali)
- Ricerca del minimo comun denominatore considerando i presupposti culturali che fanno da sfondo all'azione dei gruppi, dei singoli e del movimento e lavorare su quello
- Fine della delegittimazione reciproca una volta che abbiamo obiettivi comuni e condivisi andiamo avanti monitorandoci sui risultati senza criticarci
- Analizzare modelli positivi di networking anche Europei

Prossime azioni (proposte/ipotesi)

In generale nella plenaria emerge l’urgenza di ragionare in termini unitari mantenendo le specificità e identità associative ma facendo “massa critica” per essere più incisivi anche nella interlocuzione politica (e con i politici). Inoltre viene evidenziato che è ormai prioritario cercare di non andare in ordine sparso puntando invece a risultati concreti anche per le persone che non si riconoscono nelle associazioni cercare di trovare il luogo dell’unità.

Si condivide che, in coerenza con l’obiettivo dell’appuntamento di Torino, non viene presa nessuna decisione di struttura ma serve un altro momento di incontro per esplicitare le nostre soggettività e ragionare insieme su qual è il miglior percorso da fare e con quale organizzazione.

Per il prossimo incontro viene ipotizzata la metodologia delle Commissioni cosi strutturate (ipotesi):

1. Organizzazione
2. Temi Obiettivi
3. Prassi Politiche
4. Finanziamento

Prossimo appuntamento

La proposta è quindi quella di sviluppare in un successivo appuntamento quanto emerso nell’incontro che è stata vissuta come una occasione di dialogo e riflessione collettiva.

Sede: si suggerisce, per ottimizzare i costi, di ritrovarsi in concomitanza di altre riunioni nazionali (per esempio quelle dell’UNAR) per economizzare la spesa degli spostamenti di tutti i partecipanti delle varie Associazioni.

Data: Alcuni partecipanti ipotizzano che sarà tra aprile e maggio. Si chiede che qualcuno si interfacci con l'UNAR per riuscire a far avvenire l'incontro o un lunedì o un venerdì, per consentire che l’Incontro si realizzi nuovamente tra Sabato e Domenica. Inoltre, si chiede di evitare il 17 maggio 2014 – Giornata Internazionale contro l'Omofobia e Transfobia.

Verificato che i prossimi workshop rete Re.A.DY / UNAR si svolgeranno, presumibilmente, a maggio e giugno entrambi nella città di Torino. Salta l’ipotesi di agganciare il prossimo incontro ad una di queste date in accordo con l’indirizzo dell’assemblea che proponeva di dislocare geograficamente in maniera equa gli incontri.

Pride

La questione Pride, come da convocazione dell’incontro non era tema all’ordine del giorno. Inoltre come più volte sottolineato l’incontro svoltosi a Torino non aveva alcuna qualificazione specifica per assumere decisioni in merito.

Per trasparenza di report segnaliamo che al termine della plenaria della domenica alcuni gruppi presenti hanno dibattuto su questo tema convenendo che probabilmente non ci sono le condizioni per definire nazionale alcun Pride per l’anno in corso. Rimandiamo comunque nelle sedi opportune e con gli interlocutori qualificati in merito i loro feedback e considerazioni.

ILGA EU

Cliccando qua potete scaricare la mappa con la valutazione di ILGA Europe (network Europeo International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) relativamente alla applicazione di indicatori riferiti al diritto / tutela. L’Italia è al 19% a sottolineare l’urgenza di azione condivisa.

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ALL PRIDE LOVE

on Lunedì, 03 Febbraio 2014 13:28.

Torino Pride glbt/ Mad Pride/ Bike Pride presentano:
ALL PRIDE LOVE
Non conventional love party

Venerdì 14 febbraio 2014
Hiroshima Mon Amour
Via Bossoli 83 - Torino

21.59-23.01
Ciarletti's factor, l'X factor dei matti
Self bike, mostra di bici sabaude

23.01-00.01
Turbominchia radio

00.02-04.01
Dj Miru (dance revaival)
Dj Resident Virus (queever)

Per tutta la notte potrai cercare e tentare i/le tuoi/tue partners con il bike-ini mail service che ti darà accesso alla favolosa love room.

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Incontro nazionale del movimento lgbtqi* a Torino

on Sabato, 04 Gennaio 2014 14:36.

L'idea di convocare un incontro a Torino per i giorni 8 e 9 febbraio nasce ed ha come obiettivo il desiderio di continuare a tentare forme di confronto tra le diverse realtà che fanno parte di questo nostro variegato movimento tenendo conto, appunto, di tutte le nostre voci e di tutte le nostre differenze. Il focus sarà quindi espressamente su ciò che ci può unire, anche considerando le nostra differenze e specificità, non ciò che ci può dividere.

 
Stiamo raccogliendo testimonianze su come lavorano alcune federazioni/coordinamenti nazionali in altri paesi, per poter portare all'incontro alcuni punti di vista esterni che possano darci spunti nella ricerca di una nostra modalità che porti ad una maggior coesione tra le diverse anime e realtà. Inoltre sono anche previsti interventi di alcune realtà torinesi, tra cui la rete Ready che ha la sua testa proprio a Torino ed ha chiesto un piccolo spazio per dare alcune informazioni. 
 
Il tema principale che verrà proposto dal Coordinamento Torino Pride GLBT, anche proprio a partire dalla specificità di questa realtà, viva e operante da oltre 15 anni sul territorio torinese, sarà il tentativo di trovare una modalità condivisa, di un percorso che possa provare non tanto a mantenere gli occhi in una stessa direzione, sapendo che vi sono profonde ed importanti differenza tra di noi circa obiettivi, metodi, strumenti, visioni associative e politiche, quanto piuttosto a costruire una cornice di confronto che "riduca e contenga" la conflittualità in favore di una visione più collaborativa o almeno di rispetto reciproco.
 
L'incontro si svolgerà nella giornata di sabato 8 febbraio e nella mattinata di domenica 9 febbraio. Seguirà mail con comunicazione sul luogo dove si svolgerà l'incontro.
 
Timetable/Programma 
 
Sabato
ore 10.00   inizio lavori - verranno presentati contributi provenienti da alcune federazioni lgbt europee, Ilga Europe e della rete Ready
ore 12.00   pausa
ore 12.20   ripresa lavori - apertura assemblea a cura del Coordinamento Torino Pride - a seguire discussione aperta
ore 13.30   pranzo
ore 15.00   ripresa lavori - suddivisione a gruppi di lavoro coadiuvati dai facilitatori
ore 17.00   pausa
ore 17.20   ripresa lavori
ore 18.30   chisura sessione gruppi - apertura plenaria
ore 19.30   chiusura giornata 
 
Domenica
ore 09.30  apertura plenaria
ore 11.30  pausa
ore 11.50  ripresa lavori
ore 14.00  chiusura assemblea
 
Per quanto riguarda i pasti principali (pranzo e cena di sabato, coffe break) il Coordinamento Torino Pride si sta adoperando per riuscire ad ottenere un prezzo "ribassato" in modo da rendere possibile una partecipazione di tutte e tutti.
 
Vi chiediamo pertanto di confermare la vs presenza via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e la cortesia di inoltrare tale comunicazione a tutte le realtà con cui siete in contatto proprio per promuovere la partecipazione più ampia possibile a quest'incontro.

lgbt torino