Ritiro patrocinio Festival LGBT Torino

Il Coordinamento Torino Pride GLBT esprime il massimo sdegno per la revoca da parte dell’assessore regionale alla cultura Michele Coppola del patrocino alla 26° Edizione del “Da Sodoma ad Hollywood” Film Festival.

“Si tratta”, afferma il Coordinatore Andrea Fino,” dell’ennesimo tentativo da parte del governo leghista della Regione di ostacolare una manifestazione tra le prime del suo genere in Italia che vanta un programma di alto livello la cui caratura artistica è riconosciuta a livello internazionale. Probabilmente l’assessore Coppola si illude con questo atto discriminatorio e brutale, a meno di un mese dall’inizio della rassegna, di raccogliere consensi per la sua campagna a sindaco di Torino, ma non si rende conto che, danneggiando ulteriormente la cultura e boicottando una manifestazione artistica di alto livello, non fa che alienarsi le simpatie di tutti coloro che hanno a cuore la libertà d’espressione e la crescita culturale e civile di Torino e del Piemonte.”

Tabloid numero 1 – Primavera 2011

Periodico di informazione LGBT – verso la XV Conferenza di ILGA-Europe

In questo numero dal titolo

QUANTO DISTA IL PIEMONTE DALL’EUROPA?

“Quanto dista il Piemonte dall’Europa?” – Andrea Fino, coordinatore del Coordinamento Torino Pride LGBT

“Europride 2011: tutti a Roma!” – Paolo Patanè, portavoce Europride e Presidente Nazionale Arcigay

“ILGA-Europe Torino 2011” – Enzo Cucco, coordinatore Comitato di ILGA-Europe Torino 2011

Poster illustrativo TORINO PRIDE 2011

SCARICA IL TABLOID NUMERO 1 – Primavera 2011 (versione pdf)

TDoR Torino 2010

GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE VITTIME TRANSESSUALI TRANSGENDER

In decine di città, in tutto il mondo, il 20 novembre si celebra il Transgender Day of Remembrance, il TdoR, che dal 1999 commemora le vittime dell´odio transfobico. L´omicidio di Rita Hester nel 1998, nel cui nome si celebrò a San Francisco il primo Candle Light, resta un caso insoluto, come centinaia di altri delitti commessi contro persone transessuali. E spesso ciò accade perché all´odio che ha armato la mano che ha ucciso si unisce il pregiudizio transfobico, che ha pesato sulla vita, così come sulla morte.

Ricordare le persone che hanno pagato con la vita la propria autenticità e il sacrosanto diritto a essere se stess*, è vitale per la coscienza civile, per indirizzare l´indignazione che promuove il cambiamento. La transfobia che uccide è la cima di una montagna di transfobia ordinaria, quotidiana, che riempie pagine di giornali e umilia la vita delle persone. La transfobia è una variante odiosa del ceppo della violenza sessuale, fisica e psicologica che colpisce donne, bambini, lesbiche, omosessuali e che ha le sue radici nel sessismo, che si fonda e si mantiene sull´oppressione maschilista.

In questo paese ancora arretrato e incivile rispetto ai diritti manca perfino una legge contro i crimini di transfobia e omofobia, che al di là della tutela legislativa, sarebbe un segno culturale importante di un paese che vuole veramente costruire un futuro diverso, un monito per chi si crede in diritto di poter discriminare il diverso da sé, per chi si crede migliore di chi ha un´identità sessuale diversa dalla propria.

Il Coordinamento Torino Pride quest´anno ha deciso di commemorare questa data con un candle-light accompagnato da musica e da letture nel centro storico di Rivoli, cittadina della prima cintura torinese sabato 20 Novembre dalle ore 17. Una scelta nata dalla collaborazione con l’associazionismo laico – in questo caso l’associazione La Meridiana – che da anni ci affianca, affermando nel concreto che i diritti delle persone transessuali sono diritti umani universali. Una scelta che richiama la realtà di migliaia di persone transessuali e transgender che spesso fuori dalle grandi città più faticano a fare rete ed a conquistare visibilità nel rispetto e nella possibilità di fare rete con tra soggetti e attraverso l’associazionismo.


La celebrazione del Transgender Day of Rimembrance continua Lunedì 22 con due eventi culturali all´Università di Torino e alla biblioteca civica Pavese.

PROGRAMMA

Sabato 20 novembre
ore 17.00
Via F.lli Piol -Rivoli
Lettura in piazza delle storie storie delle persone transessuali vittime di transfobia con accompagnamento musicale
in colaborazione con l’associazione La Meridiana

a seguire, via Felisio, 2- Rivoli
aperitivo contro la transfobia

Lunedì 22 novembre
ore 16.00, Palazzo Nuovo
Presentazione del libro “Elementi di critica trans”, ed. Manifestolibri
http://www.manifestolibri.it/vedi_brano.php?id=552
a cura dell’associazione La Jungla e del circolo Maurice

a seguire, alle ore 20.30
Biblioteca Civica Cesare Pavese
Via Candiolo, 79
proiezione del documentario “E Giorgia sia”.
Il corpo sognato, transitorio, liberato di una giovane transessuale al di fuori di luoghi comuni e pregiudizi
Dibattito a cura del circolo Maurice e letture a cura di Donne di Mirafiori

Le celebrazioni avvengono in rete con le città di Verona,Bologna,Viareggio,Roma.

Ufficio Stampa del Coordinamento TorinoPride LGBT

Corso di formazione CE.SE.DI per insegnanti contro il bullismo omofobico

I diritti umani e le diverse forme di discriminazione.

Introduzione generale e approfondimenti sulle diverse forme di razzismo e sulle discriminazioni e violenze legate all’orientamento sessuale.
CE.SE.DI. e Servizio Pari Opportunità e Politiche dei tempi – Provincia di Torino
In collaborazione con: Amnesty International, Coordinamento Torino Pride (Gay, Lesbiche, Bisessuali, Transgender), Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere – Comune di Torino.

Destinatari: Docenti di Scuola Media Superiore. Sono previsti interventi specifici nelle classi a sostegno delle attività che i docenti vorranno eventualmente programmare.

Scarica la scheda di iscrizione al corso

INTRODUZIONE
La proposta si inserisce in un progetto a sviluppo pluriennale che prevede un modulo base sul tema generale dei diritti umani e della discriminazione al quale, di anno in anno, vengono collegati moduli specifici di approfondimento sui diversi ambiti e le diverse forme in cui discriminazione e violenza agiscono nella società. L’offerta per l’anno scolastico 2010/2011 include due approfondimenti, uno sulla discriminazione legata all’origine etnica e a quegli atteggiamenti e comportamenti oggi generalmente ricompresi nel concetto di razzismo ed uno sulla discriminazione legata all’orientamento sessuale. Al termine del modulo base, i docenti potranno scegliere se seguire entrambi i moduli di approfondimento o solo uno di essi.


 

MODULO BASE
I diritti umani e le diverse forme di discriminazione.
Introduzione generale.

Motivazioni:
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”, recita l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Non tutti gli esseri umani sono eguali in dignità e diritti, racconta la realtà di ogni giorno.

Ogni singola violazione dei diritti umani che Amnesty International denuncia da quasi cinquant’anni può essere considerata un prodotto della discriminazione. Essa incombe sulla vita quotidiana di milioni di persone ogni qual volta una preferenza, un’esclusione, un pregiudizio o una restrizione per motivi di origine etnica o nazionale, di status sociale o economico, di genere, orientamento sessuale e identità di genere, lingua, religione, cultura, opinione politica, status di disabilità o età producono l’effetto di annullare o indebolire il riconoscimento o la capacità di godere o di esercitare tutti i diritti e le libertà, da parte di ogni persona, su basi di parità.

Il diritto a non essere sottoposti a forme di discriminazione è sancito dai più importanti accordi di diritto internazionale la cui evoluzione è certo spesso lenta, ma in ogni modo costante.

Ad esempio, con la “Dichiarazione su diritti umani, orientamento sessuale e identità di genere” che l’ONU ha siglato nel 2008 su proposta dell’Unione Europea per condannare formalmente le discriminazioni contro le persone omosessuali e transessuali, viene posto in evidenza che tali discriminazioni sono un fenomeno ancora diffuso e di cui è difficile conoscere la reale dimensione in quanto i timori e i pregiudizi fanno sì che non vengano denunciate le azioni subite. In tal modo l’ONU riafferma il principio di universalità sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tutte le forme di discriminazione fondate sulla percezione di “diversità”, pur specifiche, hanno tratti in comune. Lavorare, come qui proposto, sul riconoscimento e il rispetto delle differenze legate all’origine etnica e/o all’orientamento sessuale è occasione per diffondere una cultura comunque inclusiva di tutte le differenze e dei vari modi possibili di essere al mondo.

Porre fine a tutte le forme di discriminazione è la principale azione preventiva che può essere messa in campo per contrastare efficacemente le molte forme di violenza che dalla discriminazione hanno origine. E’ compito che spetta a tutti, ma certo la scuola si offre come ambiente privilegiato per esercitare quella educazione al rispetto dei diritti umani che sola può favorire lo sviluppo di personalità tolleranti, aperte, autonome, critiche, responsabili, di cittadine e cittadini consapevoli dei propri diritti e di quelli altrui e in grado di difenderli.

Finalità:
-Promuovere la partecipazione attiva e la responsabilizzazione critica nei confronti delle questioni legate alla promozione e protezione dei diritti umani e alla loro violazione in conseguenza delle diverse forme di discriminazione.
-Accrescere la consapevolezza degli ostacoli sociali e culturali che, nelle diverse società, impediscono il pieno raggiungimento delle pari opportunità.
-Esplorare gli aspetti originari più profondi e comuni delle diverse forme di discriminazione al fine di riconoscerne nessi e trasversalità.
-Interiorizzare e tradurre nel proprio vissuto l’idea dell’identico valore di tutti gli esseri umani.
-Sviluppare una coscienza collettiva solidale, aperta al dialogo, alla cooperazione e allo scambio, che non lasci spazio a forme di intolleranza e discriminazione.
-Favorire il superamento di pregiudizi e stereotipi.
-Accrescere il valore positivo delle differenze come elemento fondante e arricchente della vita sociale.

Metodologia e materiali:
Le attività privilegeranno tecniche e metodologie partecipative, includendo giochi di ruolo, utilizzo di materiali audiovisivi, discussioni guidate, somministrazione di questionari. Saranno proposte attività da portare nelle classi e messi a disposizione di tutti i partecipanti alcuni dei materiali informativi e degli strumenti didattici di Amnesty International, del Coordinamento Torino Pride (Gay, Lesbiche, Bisessuali, Transgender), del Servizio LGBT per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (in particolare il documentario “Nessuno Uguale. Adolescenti e omosessualità” e il manuale didattico di accompagnamento) del Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere – Comune di Torino (materiale bibliografico).

Programma dei lavori:
Un incontro di 4 ore suddiviso in due parti.

Le prime due ore prevedono un esercizio di “riscaldamento” attraverso un gioco di ruolo, un breve percorso storico-giuridico di introduzione ai diritti umani, un’esposizione sintetica delle diverse forme di discriminazione, con particolare attenzione a reciproci collegamenti e trasversalità, un’introduzione al modulo di approfondimento “Razzismo: un attacco al cuore dei diritti umani”.

Le seconde due ore sono dedicate alla sensibilizzazione sul tema dell’identità gay, lesbica e bisessuale, propedeutiche al modulo di approfondimento “Contrastare il bullismo omofobico. L’identità gay, lesbica e bisessuale: linguaggi, stereotipi, prediudizi: percorso di in/formazione rivolto a insegnanti delle scuole medie superiori”. La riflessione si concentrerà sullo sviluppo dell’identità in adolescenza: importanza del gruppo dei pari nel costituirsi dell’identità, fenomeni di gruppo in questa fase evolutiva, con focus sulle caratteristiche del bullismo per giungere a delineare le specificità di quello omofobico.

Formatori/trici:
L’incontro sarà gestito per le prime due ore da volontari e volontarie di Amnesty International. Per le altre due da volontari e volontarie del Gruppo Formazione del Coordinamento Torino Pride; si avvarrà inoltre della collaborazione del Servizio Lgbt per consentire una continuità con i percorsi già attivati nelle scuole di Torino e provincia.
MODULO DI APPROFONDIMENTO:
Contrastare il bullismo omofobico. L’identità gay, lesbica e bisessuale: linguaggi, stereotipi, pregiudizi. Percorso di in/formazione rivolto a insegnanti delle scuole medie superiori

In collaborazione con: Coordinamento Torino Pride (gay, lesbiche, bisessuali, transgender) e Servizio Lgbt del Settore Pari Opportunità e Politiche di genere – Comune di Torino

Destinatari/e: docenti di Scuola Media Superiore.

Motivazioni
Il Coordinamento Torino Pride GLBT da diversi anni opera sul territorio al fine di creare un clima di accoglienza e rispetto delle differenze legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
La definizione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere è infatti un aspetto fondante della personalità di ogni individuo e richiede accompagnamento e cura, specialmente nella fase più delicata della costruzione del sé quale è l’adolescenza.
Da questa consapevolezza emergono la volontà e l’impegno di dare particolare importanza alle attività di sensibilizzazione e formazione rivolte agli operatori impegnati in campo educativo e scolastico.
L’ambito scolastico, infatti, rappresenta un contesto determinante per le giovani generazioni non solo rispetto alla “scoperta” della propria omosessualità, ma anche per le prime esperienze di stigmatizzazione sociale e di discriminazione.
Diverse sono state in questi anni le iniziative del Coordinamento Torino Pride e del Servizio Lgbt finalizzate a creare maggiore consapevolezza sia da parte degli insegnanti sia da parte degli studenti e delle studentesse rispetto alla condizione delle persone gay, lesbiche, bisessuali transessuali e alle cause del pregiudizio manifestato nei loro confronti.
Il presente percorso si occuperà dell’orientamento sessuale, in particolare dell’omosessualità maschile e femminile. Il tema dell’identità di genere, ovvero del transessualismo / transgenderismo, potrà essere trattato successivamente anche in base ad eventuali bisogni che emergeranno durante il percorso formativo.

Finalità del percorso
– Rendere consapevoli degli elementi e delle dinamiche che determinano il disagio e la discriminazione, sino a creare situazioni di solitudine ed isolamento per i ragazzi e le ragazze gay, lesbiche e bisessuali;
– riflettere sulla natura del pregiudizio e dello stereotipo a partire dalla propria esperienza personale e di insegnante;
– stimolare la capacità di attenzione e di cura nei confronti delle proprie modalità comunicative nel quotidiano, affinché non siano discriminatorie nel contatto diretto con studenti e studentesse gay, lesbiche e bisessuali;
– sperimentare prima con gli/le insegnanti e poi con la classe modalità di approccio educativo e tecniche di intervento didattico finalizzate a favorire il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze e il contrasto al bullismo omofobico.

Calendario:
3 incontri in/formativi rivolti agli insegnanti di 3 ore ciascuno per un totale di 9 ore;
1 incontro di didattica applicata alle classi di 2 ore da realizzarsi con ogni insegnante partecipante
1 incontro di verifica dell’esperienza maturata in ambito scolastico a fine anno di 3 ore

Obiettivi educativi:
Primo incontro: Il linguaggio come spazio di esistenza
approfondire il discorso della visibilità gay, lesbica e bisessuale;
fornire strumenti di conoscenza precisi, anche terminologici, della realtà;
evidenziare la differenza tra il maschile e femminile nella costruzione dell’identità e nelle esperienze di vita;
analizzare il ruolo dei “modelli” positivi, anche in relazione ai diversi campi dell’espressione culturale.

Secondo incontro: Gli stereotipi, i pregiudizi e le modalità comunicative
fornire una panoramica su parole e luoghi del pregiudizio;
evidenziare i diversi livelli qualitativi della discriminazione e la loro rilevanza (dal silenzio alla “tolleranza”, sino alla violenza strettamente agita);
presentare i caratteri fondamentali dell’omofobia sociale e interiorizzata;
porre in relazione le dinamiche complesse nella costruzione dei ruoli di genere e di orientamento sessuale, evidenziando la possibilità di mettere in discussione gli stereotipi.

Terzo incontro:percorsi educativi e strumenti didattici
– Individuare atteggiamenti adeguati all’interno della scuola per creare un clima accogliente nei confronti di studenti e studentesse gay, lesbiche e bisessuali (glb), preparando i/le giovani a riconoscere il valore della diversità;
– elaborare con gli/le insegnanti un percorso educativo, con relativi strumenti didattici e interventi formativi, da sperimentare nelle classi
– fornire elementi di conoscenza storica e culturale della realtà glbt (gay, lesbica, bisessuale e transgender).

Quarto incontro: didattica applicata alla classe
– Sperimentare congiuntamente con gli/le insegnanti l’avvio del percorso educativo perfezionato nel terzo incontro;
– rafforzare la consapevolezza da parte degli insegnanti della capacità di trattare la tematica in classe.

Quinto incontro: Verifica
L’obiettivo fondamentale in questo caso è quello di creare l’occasione di confrontarsi sui cambiamenti apportati al proprio agire educativo e sulle esperienze fatte nelle classi, con una verifica degli strumenti acquisiti attraverso il percorso cui si è preso parte.

Metodologia:
La modalità con la quale verranno proposti i contenuti sarà prevalentemente di tipo interattivo al fine di ottenere uno scambio partecipato. Verranno utilizzati materiali cartacei (articoli di giornali di cronaca, estratti di lettere e di testi di letteratura) e audiovisivi (slide e filmati), come punto di partenza per riflessioni di gruppo, e giochi di ruolo per l’analisi dei comportamenti.
In particolare le conduttrici e i conduttori degli incontri proporranno degli input per stimolare i/le partecipanti a interrogarsi sulle modalità, le buone prassi e gli stili comunicativi utilizzati nel proprio ambito di insegnamento.

Materiali didattici:
Verranno forniti agli insegnanti e alle scuole di appartenenza:
– materiali di approfondimento a carattere educativo e bibliografico;
Verranno forniti alle scuole di appartenenza:
prestito d’uso di mostre sui temi del contrasto all’omofobia e del superamento dell’atteggiamento discriminatorio in generale, per attività di sensibilizzazione con gli studenti e le studentesse.

Numero dei partecipanti:
Si prevedono un numero massimo di 20-25 partecipanti per potere garantire le modalità interattive nella conduzione del gruppo.

Formatori/trici:
Gli incontri verranno gestiti da volontari e volontarie del Gruppo Formazione del Coordinamento Torino Pride e si avvarrà inoltre della collaborazione del Servizio Lgbt per consentire una continuità con i percorsi già attivati nelle scuole di Torino e provincia.

REFERENTE
Maria Grazia Pacifico, tel. 011.8613619 – fax 011.8613600
pacifico@provincia.torino.it

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Il Consiglio Comunale approva la proposta di delibera popolare sulle Unioni Civili

Dichiarazione dei tre portavoce del “Comitato Promotore per le unioni civili”, Tullio Monti, Stefano Mossino e Roberta Padovano:

“Un primo passo nella direzione giusta, un importante segnale di civiltà e di tutela dei diritti di migliaia di cittadini torinesi.

Il Consiglio Comunale della città di Torino ha approvato, con alcuni emendamenti, la proposta di deliberazione popolare con la quale oltre 2800 cittadini e cittadine hanno chiesto alla pubblica amministrazione di riconoscere i diritti per le unioni civili basate su vincoli affettivi, riguardanti coppie eterosessuali ed omosessuali .

Rispetto al testo originario è stato eliminato il riferimento alle pari opportunità, che sarebbe stato più opportuno mantenere, ma sono rimasti due elementi essenziali:

  • il riconoscimento formale e giuridico, da parte della Pubblica Amministrazione, di una realtà sociale viva e diffusa, quale è la convivenza;
  • l’affermazione del principio di non discriminazione nei confronti delle Unioni Civili.

Con il nuovo regolamento comunale viene, quindi, statuito dall’organo elettivo che più rappresenta le istanze di base dei cittadini, tramite un formale atto giuridico, che i conviventi, ottenendo il certificato di famiglia anagrafica fondata sul vincolo affettivo, costituiscono un’Unioni Civile e tale Unione integra una realtà giuridica che non può subire discriminazioni di alcun genere.

Gli emendamenti che hanno eliminato dal testo originario il riferimento alle pari opportunità non mutano sostanzialmente l’impianto della deliberazione e l’importanza, anche fortemente simbolica, della votazione.
Ora vigileremo, affinchè quanto è stato votato dal Consiglio Comunale trovi piena ed effettiva applicazione: i tutti i settori di competenza dell’Amministrzione Comunale dovrà essere prevista la non discriminazione verso le Unioni Civili!”

Messaggio di Don Andrea Gallo al Torino Pride

Fondatore COMUNITA’ SAN BENEDETTO AL PORTO Genova

Cari Ragazzi,

Avrei voluto essere con voi, oggi, per le strade di Torino a cantare,ballare con gioia e allegria per tutto il lungo e festoso corteo.

Ma un povero vecchio prete come me ultraottantenne non può più riuscirvi.

Tuttavia la Comunità San Benedetto al porto ha voluto essere presente a questa grande giornata di orgoglio e di diritti per i quali oggi avete manifestato.

I miei ragazzi , il Coordinamento Trans Silvia Ryvera rappresentato da Regina Satariano, l’Associazione Princesa di Genova con Sandra e Sara, si sono uniti per dare un contributo a questa giornata.

La nostra Comunità da quarant’anni è sempre stata aperta a donne e uomini transessuali e omosessuali , di diverso ceto sociale e formazione culturale.
Abbiamo ascoltato testimonianze sofferte, meditate,oneste,complesse,assolutamente non polemiche in costante ricerca di dialogo per uscire da una pesante emarginazione e con le ferite gravi del disprezzo.


Qualche volta però stupite, se non deluse e pieni di desiderio di trovare amore evangelico nella Chiesa.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) afferma: “un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale.” (n.2358)

Sgomberato il campo da tanti pregiudizi, desidero rivolgere un appello al Vescovo,alla Chiesa che è in Torino, sintetizzato su tre obiettivi: accoglienza, riflessione, dialogo per gay, trans, lesbiche.

Sapere tenere insieme il rispetto delle diversità, e la gioia di ritrovare sintonie, credo sia il segreto di una buona convivenza, nella Famiglia come nella relazione amicale ,nella Società come nella Chiesa.

Pride vuol dire anche basta all’omofobia e alla tranfsobia che in Italia imperversa.

Alla mia amata Chiesa chiedo un dinamismo nuovo: non si può non rispondere alle richieste di dialogo della comunità GLBTQ. L’Italia è una repubblica democratica e laica; c’è libertà di coscienza e religiosa. È necessario ripartire dai diritti di tutti, per passare dalla solitudine alla festa.

Vorrei gridare, ballare con voi oggi, abbracciarvi tutti uno per uno.

Vi saluto sventolando la bandiera multicolore dell’arcobaleno e chiedendo a tutti coloro quelli che stanno a guardare:

DIMMI CHI ESCLUDI E TI DIRO’ CHI SEI!

CIAO!

 

Don Andrea Gallo

Prete da Marciapiede

 

Genova 18 Giugno 2010

Patrocinio Pride 2010

 Il comune di Torino ha concesso il patrocino alla manifestazione del 19 giugno prossimo “I diritti sono il nostro Pride“.

Anche gli scorsi anni la giunta aveva concesso il patrocinio al Pride, ma quella di quest’anno è un’esperienza del tutto diversa. A fianco del Coordinamento Torino Pride LGBT che raggruppa le associazioni gay, lesbiche e trans della città, hanno promosso e lavorato a questo progetto le Donne di Torino per l’Autodeterminazione, il Coordinamento Immigrati Auto-Organizzati di Torino e la Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni.

“Un anno importante questo a Torino per le persone lgbt,” commenta Daniele Viotti del Coordinamento Torino Pride “prima lo sposalizio di Antonella e Debora alla presenza del sindaco, poi questo patrocinio. Se pensiamo che i nostri compagni delle associazioni milanesi non sono neppure stati ricevuti dal sindaco Moratti, si capisce quanta distanza ci separa purtroppo”. “Ma i diritti, anche quelli acquisiti vanno sempre difesi. La maternità come scelta, l’interruzione di gravidanza, il divorzio, la laicità dello stato, ci sono costati dure lotte e non possiamo permettere che nuove ondate conservatrici le annullino in un attimo.” Così Margherita Granero delle Donne di Torino per l’Autodeterminazione. “Nella difesa o nella conquista saremo sempre unite e uniti, consapevoli che i diritti non riguardano mai una minoranza ma sono patrimonio di tutte le persone” conclude Indrit Aliu del Coordinamento Immigrati Auto-Organizzati di Torino.

Incontro: Combattere l’omofobia è una causa comune

Giovedì 17 giugno 2010, ore 17.00 – 20.00

Sala delle Colonne, Palazzo municipale, Piazza di Palazzo di Città 1, Torino

Incontro sul tema

“Combattere l’omofobia è una causa comune”

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incontrando una delegazione delle associazioni lgbt italiane, insieme al Ministro Carfagna e ai rappresentanti della Rete RE.A.DY., ha affermato che la lotta all’omofobia “non è soltanto la causa delle associazioni degli omosessuali, così come la causa dei diritti delle donne non è solo la causa delle associazioni delle donne. E’ una causa comune, è una causa generale, è una questione di principio, è una questione di fondamento costituzionale”. Questo concetto è stato più volte sottolineato dal Parlamento europeo, dal Ministro Mara Carfagna, dall’ILGA e da tutte le associazioni lgbt nel definire quanto la lotta contro ogni forma di omofobia e transfobia sia un impegno per l’intera società nell’interesse della società intera, non solo di una sua minoranza.L’incontro intende offrire spunti di riflessione e di attività future, per continuare a costruire iniziative di contrasto contro omofobia, tranfsobia e sessuofobia sul territorio piemontese coinvolgendo il maggior numero possibile di istituzioni e realtà associative.


Introduzione e conduzione: Daniele Viotti, Coordinamento Torino Pride LGBT

Contributi di:

Maria Rosa Giolito, Coordinamento regionale dei consultori familiari
“Limiti e potenzialità dei consultori negli interventi su sessuofobia, omofobia e transfobia”

Agnese Canevari, UNAR, Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
“Il quadro delle iniziative dell’UNAR contro le discriminazioni “.

Monica Di Martino, Coordinamento Genitori Democratici
“Riflessioni su sessuofobia e omofobia tra i giovani in età scolare”

Tavola rotonda conclusiva sullo stato dell’arte e le possibili azioni future. Sono state invitate :

Giovanna Quaglia, Assessore regionale alle Pari Opportunità

Maria Giuseppina Puglisi, Assessore provinciale alla parità

Marta Levi, Assessore comunale alle Pari Opportunità

Coordina la tavola rotonda: Roberta Padovano, Coordinamento Torino Pride LGBT

Per informazioni:
segreteria@torinopride.it
Gabriele Murgia – 347.2511137

Documento Politico Torino Pride 2010

I diritti sono il nostro Pride

Di marcoalessandro in Urban, La Mole Rosa.

link

Care,esco da un paio di notti insonni tutta scarmigliata, ho delle occhiaie che arrivano alle ginocchia nonostante le varie applicazioni di fettine di cetriolo e strati di cerone, ma ne è valsa la pensa, perchè oggi sarà ufficiale. Dopo la conferenza stampa di questa mattina verrà lanciata la manifestazione unitaria “I Diritti sono il nostro PRIDE” promossa dal Comitato 19 giugno (Coordinamento Torino Pride LGBT e Donne per l’Autodeterminazione di Torino). Quando e dove? Torino, sabato 19 giugno 2010 ore 15.00 concentramento Porta Susa, come nel 2006.


Ecco a voi in anteprima il documento politico della manifestazione:

Le minacce sempre più forti che si levano, nell’indifferenza quasi generale, contro i diritti di tutte e di tutti ci hanno spinto ad organizzare una grande manifestazione unitaria di tutto il movimento LGBT, delle donne, degli immigrati e delle immigrate, delle laiche e dei laici e di quante/i ritengono fondamentali i diritti per la loro vita a Torino, SABATO 19 GIUGNO 2010.

Il titolo della manifestazione sarà “I diritti sono il nostro PRIDE” e vogliamo che sia un grande momento per ritrovarci insieme intorno ad alcuni valori forti che non vogliamo siano mai messi in discussione: AUTODETERMINAZIONE, LAICITA´, ANTIRAZZISMO e ANTIFASCISMO.

Per la salvaguardia di questi valori, che appaiono sempre meno condivisi dalla classe politica locale e nazionale, non possono schierarsi in modo frammentario singole parti della società civile, ma è interesse di tutte e di tutti concentrare in modo unitario l’azione politica.Vogliamo manifestare per affermare diritti che riteniamo non negoziabili perché sono il fondamento delle libertà soggettive e collettive.

Diritto all´autodeterminazione su di sé e sul proprio corpo, che in concreto significa:· esprimere liberamente il nostro orientamento sessuale e la nostra identità di genere· libertà di amare e di scegliere come e con chi vivere· scegliere se vogliamo essere o non essere madri· scegliere come affrontare la malattia e anche la morteDiritto a scegliere il luogo dove vivere, alla libertà di movimento e a non essere discriminati sulla base della nostra provenienza geografica.

E anche· diritto alla salute· diritto ad una istruzione e a una formazione pubbliche e laiche per rimuovere le diseguaglianze· diritto al lavoro e alla dignità di tutti i lavori senza discriminazioni e ricatti· diritto ai beni comuni

Vogliamo che la manifestazione sia anche una festa, per esprimere con orgoglio le nostre molteplici differenze. Per questo abbiamo usato la parola PRIDE, che viene dalla storia del movimento LGBT, per estenderla a tutti i soggetti che oggi vedono messi in pericolo diritti che credevano acquisiti.Invitiamo ad una straordinaria mobilitazione per far sentire la voce della società civile che vuole vivere in una Regione e in un Paese laici, antifascisti e che sostengono i diritti, la dignità e la libertà di tutte e di tutti.

Il Comitato 19 giugnoPromosso da: Donne di Torino per l´Autodeterminazione e Coordinamento Torino Pride GLBT

per adesioni: comitato19giugno@gmail.com

A seguire vi ricordo un paio di appuntamenti importantissimi:

Lunedì 24 maggio alle 19 c/o Torino Youth Centre di Via Fratelli Faà di Bruno 2 ci sarà l’aperitivo di presentazione ai volontari e alle volontarie, chiunque abbia voglia di dare una mano o anche solo venire a curiosare è più che benvenuta/o – e se portate qualcosa da mangiare o bere meglio ancora!

Stay tuned @ Grigiotorino! Ancora pochi giorni e ci sarà una stupenda novità per chiunque abbia voglia di mettersi in gioco a livello musicale…

Conferenza Stampa Torino Pride 2010

Oggi alle 11,30 si è tenuta la conferenza stampa per annunciare la manifestazione del 19 GIUGNO 2010 “I DIRITTI SONO IL NOSTRO PRIDE”  promossa dal Coordinamento TorinoPrinde LGBT e dal Coordinamento Donne di Torino per l’Autodeterminazione.

La manifestazione che si terrà nel pomeriggio con concentramento alle ore 15.00 da Porta Susa è nata dall’idea di unire molte sensibilità differenti (movimento LGBT, donne, migranti, laici, studenti, precari…) per affermare i diritti fondamentali di libertà e autodeterminazione che oggi sono fortemente attaccati.


Sono intervenuti Daniele Viotti, coordinatore del Coordinamento TorinoPride LGBT, Margherita Granero delle Donne di Torino per l’autodeterminazione, Tullio Monti, coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Blerina Pashollari del Collettivo Immigriati Auto-organizzati di Torino e Vanna Lorenzioni dello SPI CGIL.

Daniele Viotti ha dichiarato: “ Questa manifestazione rappresenta, da un lato, una grande novità perché vede tra i suoi soggetti promotori molti soggetti dalle sensibilità diverse, accomunati dalla volontà di affermare i diritti fondamentali della persona, ma dall’altro è il frutto di un percorso di dialogo che, da anni, ha portato a legami sempre più stretti tra movimento LGBT, donne, immigrati, studenti e lavoratori.”.

Margherita Granero ha poi affermato che: “Se si nega il diritto all’autodeterminazione per il proprio corpo, si negano di colpo tutti gli altri diritti della persona umana. In altre parole, se una persona non può disporre liberamente di sé, del proprio corpo e delle proprie capacità affettive, intellettive, relazionali e lavorative, gli vengono di conseguenza negate tutte le altre libertà su cui si fonda la nostra convivenza civile.”

Tullio Monti ha ricordato che: “ PRIDE significa, come ben sappiamo, “orgoglio”. In questo caso, orgoglio dei diritti, orgoglio di sentirsi parte della cultura occidentale, democratica, liberale, laica e secolarizzata, fondata sull’autonomia e sull’autodeterminazione delle persone, sul rispetto dei diritti individuali, prima che di quelli collettivi”.

Blerina Pashollari ha dichiarato, inoltre: “Il Collettivo immigrati Auto-organizzati di Torino, di cui faccio parte, ha già partecipato al Pride del 2009 e ora si unisce alle altre realtà qui presenti perché pensiamo che sia necessario lottare per l’affermazione dei diritti, delle libertà e della dignità delle persone immigrate e di qualunque persona discriminata. E’ necessario che i cittadini e i lavoratori, italiani e immigrati, lottino in modo nonviolento contro qualsiasi forma di sfruttamento, razzismo, oppressione ed esclusione sociale. Anche quest’anno faremo in modo che, anche in senso concreto, “I diritti sono il nostro PRIDE” parli tutte le lingue delle comunità di immigrate e immigrati presenti a Torino”.

Infine Vanna Lorenzoni ha richiamato l’attenzione dei presenti sul fatto che “… la manifestazione, pur essendo nata in ambito torinese, non potrà non avere echi sul piano nazionale, sia perché i contenuti che esprime sono di interesse nazionale, sia perché ci giungono sempre più adesioni e attestati di partecipazione da parte di donne e uomini di tutta Italia.”

Tra gli interventi è da segnalare, in particolare, quello del Collettivo universitario AlterEva che ha ribadito, attraverso una sua rappresentante, il proprio impegno all’interno nel settore scuola e università per la difesa dell’autodeterminazione delle donne e di una corretta informazione sul diritto alla salute.

E’ stata annunciata, inoltre, una campagna di controinformazione sul farmaco RU489 che toccherà dal 24 al 31 maggio, in tutta la provincia di Torino, 42 mercati, 31 luoghi di lavoro, le università e le scuole superiori cui si collegherà un’opera di sensibilizzazione sui temi che saranno oggetto della manifestazione del 19 GIUGNO 2010.

Il Comitato 19 Giugno